Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Correre incontro

Canto iniziale: Come potrei, figlio mio

Lc 15,20-21

Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”.

Commento

Il padre vede il figlio arrivare mentre è ancora lontano e lo riconosce perché sente dentro di sé qualcosa muoversi, lo guarda con gli occhi del cuore e supera le distanze. Il padre ha vegliato ed è rimasto sulla soglia della mancanza del figlio che era stato ingrato. Attesa e mancanza sono state per lui il luogo di una nuova creazione, la possibilità per incontrare di nuovo il figlio.

In particolare, prima di tutto il padre ha perdonato il figlio. Il suo perdono non è stato uno sforzo né una concessione, ma è consistito nel lavorare sulla propria mancanza, nell’entrare nella propria ferita. Ha accettato la perdita del figlio e gradualmente è riuscito preparare in sé il terreno per accogliere il figlio.

Ha provato il dolore per il male ricevuto e per la mancanza, ma soprattutto ha imparato a fare spazio al dolore del figlio, che ormai sente più forte del proprio. Questo è un passaggio molto difficile per tutti, ma è indispensabile, perché il modo con cui Dio ci ama.

Il padre corre perché ha fretta di abbracciare il figlio e di riportarlo a casa. Non parla: solo gli si getta al collo e lo bacia. Sono i gesti che dicono l’accoglienza totale, la benedizione di una vita che rinasce. Così riafferma la propria paternità e accoglie il figlio prima che questi chieda perdono. In questo modo il padre trascende il figlio e lo rende prezioso ai propri occhi: solo a questo punto comincia il dialogo tra padre e figlio.

Il figlio non rivendica nulla, ma fa la prima esperienza del donare qualcosa: per la prima volta si consegna e si rimette alla volontà del padre, che lo ha già riammesso nell’intimità, e finalmente riconosce il padre, che non è più solo la legge, ma è l’accoglienza. In questo momento il figlio comincia a sentirsi in debito di amore verso il padre.

Il padre si è spogliato di tutto ciò in cui era superiore e il figlio dice la verità su se stesso, perché finalmente vede la propria fragilità, che prima non vedeva, e riconosce di essere venuto meno alla relazione con il padre, con gli altri e con Dio.

Canto finale: Sulle sue ali

PERCORSI DI MEDITAZIONE

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