
La storia
La nostra piccola comunità Emmaus è nata il 2 luglio del 2018, intorno alla Parola di Luca 24,13-35. Siamo quattro membri, due coppie di sposi: Emanuele e Maria Pia, Rocco e Nunzia. Tra di noi ci sono due insegnanti, un impiegato amministrativo e un ingegnere. Emanuele e Maria Pia hanno vissuto a Bari per 7 anni, finché, nell’estate del 2018, hanno deciso di tornare a Santeramo, il loro paese d’origine. Entrambe le coppie in quel periodo erano in ricerca e provenivano da esperienze precedenti di fraternità in altre piccole comunità.
Ci siamo ritrovati tutti e quattro con il desiderio di cominciare una nuova vita insieme. Per questo, nel 2018, Emanuele e Maria Pia hanno deciso di ristrutturare il proprio appartamento, che si trova nello stesso condominio in cui già abitavano Rocco e Nunzia. È stato un anno importante, abbiamo sognato la nostra vita insieme ed il modo in cui rendere palpabile la fraternità guardando ai due discepoli in cammino verso Emmaus. Abbiamo condiviso tutti gli aspetti legati alla ristrutturazione e ci siamo incontrati, soprattutto nei fine settimana, per pranzare insieme, dialogare, pregare. Sono stati i primi passi di condivisione più stretta vissuti nella casa di Rocco e Nunzia.
Il 10 luglio del 2019 finalmente Emanuele e Maria Pia si sono trasferiti nella nuova casa ed è cominciata la vita quotidiana insieme.
Rocco e Nunzia hanno tre figli, oggi adolescenti, Emanuele e Maria Pia due figli più piccoli. Dare inizio alla vita in piccola comunità ha significato modificare le abitudini che i due nuclei avevano già consolidato: questo è stato possibile anzitutto ripensando alcuni spazi nelle due case perché fossero condivisi e ci consentissero di incrociarci davvero nelle giornate.
Oggi gli spazi comuni sono la dispensa, la stanza per gli ospiti, la cucina e la sala da pranzo di Rocco e Nunzia, quella di Emanuele e Maria Pia per gli incontri serali. Nel tempo abbiamo definito la modalità di fare la spesa, il rifornimento di acqua potabile in riferimento al consumo di plastica.
Il periodo del Covid ci ha chiesto di stringerci, più che tenerci a distanza: abbiamo affrontato le difficoltà legate alla grave malattia di uno di noi e quelle della vita personale, sostenendoci reciprocamente e affidandoci ai fratelli della Comunità. Ci siamo chiesti ripetutamente come intendevamo vivere questo tempo che ci ha fortemente provato e la nostra scelta è stata quella di continuare a condividere intensamente il quotidiano per fare spazio alla vita e alla speranza.
L’ospitalità di altri fratelli in ricerca o che sono di passaggio a Santeramo ha reso la nostra stanza degli ospiti frequentemente abitata. Riconosciamo che “camminare insieme ad altri” e “fermarsi a cenare con loro” ci chiede continuamente di fare spazio, cambiare prospettiva e allargare il cuore. Un ospite costante, una volta al mese, è un fratello consacrato della nostra Comunità al cui sguardo è affidata la nostra piccola comunità.

La vita quotidiana
Fare su è giù nel condominio per i pranzi, la preghiera comune, i momenti di confronto e per l’ospitalità è ormai un tratto che ci caratterizza… anche agli occhi del vicinato. Scendiamo per pranzare, per riempire le bottiglie d’acqua, per usare la dispensa; saliamo per preparare la camera degli ospiti e per trascorrere insieme il tempo della sera, particolarmente prezioso per noi: è il tempo in cui ci raccontiamo la giornata, condividiamo i vissuti personali e di coppia, ci confrontiamo sul nostro essere genitori ed educatori.
Questa frequentazione quotidiana ci permette di condividere tanti passaggi personali, nel lavoro, nelle relazioni, nella vita fraterna e fa sì che anche i nostri vissuti di coppia o il nostro modo di essere genitori sia sotto gli occhi degli altri. E quando siamo confusi o in crisi, sono gli altri fratelli con le loro domande e la loro presenza a farci sentire accolti, non giudicati e, piano piano, ci aiutano a ritrovare la speranza.
Ciascuna coppia sa che i figli sono sotto lo sguardo amorevole degli altri della piccola comunità e ciascuno cerca di costruire una relazione personale con i figli dell’altra coppia.
Nel tempo ci siamo allenati ad affrontare tempestivamente i conflitti, a parlare chiaramente e ad ascoltarci per comporre gli sguardi diversi sulle cose.
In piccola comunità facciamo sedimentare ciò su cui la comunità riflette e quello che decide e ci accordiamo sui passi da fare.
