Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

La storia

Dal 2004 ad oggi, la storia dei Piedi Sporchi ha attraversato tante vicende, ha percorso tante strade, è stata una storia in cui la piccola comunità ha costruito e ricostruito la fraternità e ha vissuto esperienze così varie tra loro da farci pensare, voltandoci indietro, che i nostri piedi sono stati davvero piedi sempre in movimento.

Dal 2004 ad oggi, dal primo progetto scritto da Maty, Gigi ed Elena, altri tre ne sono seguiti: nello scorrere del tempo la Parola del Signore (Gv 13,1-20) ci ha parlato in modi nuovi.

Dal 2004 ad oggi, la nostra storia di piccola comunità attraversa il tempo della nostra vita, di Maty, Elena e Gigi, Silvia e Giovanni, una vita che ha incrociato il percorso di altri per un pezzo di strada più o meno lungo insieme a noi.

Il nostro nome e il primo progetto hanno racchiuso un desiderio che oggi per noi è realizzato e ancora ci attira verso il futuro.

Il 17 ottobre 2006 inizia la nostra vita insieme nella casa che abbiamo visto costruire secondo il nostro progetto: 3 appartamenti contigui, in comunicazione tra loro, con la zona giorno in comune. L’acquisto della casa ci ha visti mettere insieme quanto ciascuno aveva per realizzare il desiderio comune: chi i propri risparmi, chi vendendo la casa in cui abitava, chi impegnandosi in un mutuo. Avevamo 44, 36 e 29 anni… Elena e Gigi portavano con loro tre figli tra i 2 e i 7 anni.

I primi anni sono stati caratterizzati da un grande entusiasmo: giorno dopo giorno abbiamo imparato ad accordare i gusti, le abitudini, i ritmi della vita quotidiana, fino a costruire uno stile comune che ci caratterizza ancora oggi.

Nel tempo la nostra vita si è arricchita di altre 3 presenze, i figli di Giò e Silvia.

Anche se siamo tanti, la nostra casa è sempre stata aperta all’ospitalità di altri, occasionale e settimanale. L’approfondimento e il consolidamento della nostra vita fraterna è stato strettamente collegato alla capacità di attraversare, restando uniti, le crisi personali e di coppia che negli anni si sono succedute. Fra le tante quelle generate dall'aver fatto prevalere la vita personale su quella comune, dallo sbilanciamento verso le relazioni esterne, dalla pretesa di cambiare gli altri per farli a nostro piacimento, dalla fuga dalla fraternità, dal modo con cui abbiamo gestito la crescita dei figli verso l’autonomia.

Dopo la palestra di prossimità che il COVID ci ha offerto, nell’intreccio costante con la vita della Comunità tutta intera, il dialogo tra di noi ha ripreso vigore, costanza, si è rinnovato. Si sono moltiplicati i tentativi e i cambiamenti per trovare i modi migliori che ci vedessero insieme ogni giorno, alleviando la fatica dovuta agli spazi stretti: il desiderio di essere insieme ci ha fatto andare oltre tante scomodità.

La cura condivisa dei figli di casa non è mai venuta meno, con tutte le necessità e burrasche che attraversano la crescita dai più piccoli ai più grandi.

I nostri Piedi Sporchi hanno percorso tutta l’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, per andare ad incontrare altre esperienze simili alla nostra, con cui confrontarci e dialogare. Questi 11 viaggi ci hanno aiutato a prendere coscienza della nostra identità.

Ogni anno, nel giorno del nostro onomastico, il Giovedì Santo, celebrare anche in casa la Lavanda dei piedi, ci sta insegnando, non tanto a chinarci sui piedi degli altri – cosa che facciamo volentieri –, ma a lasciare che gli altri si chinino sui nostri e li prendano in mano.

E ogni anno, a conclusione dei riti del Giovedì Santo, questo è momento il più bello da celebrare facendo festa, poi, con le altre piccole comunità Cenacolo.

La vita quotidiana

Come per tutti, la nostra vita quotidiana è fatta di lavoro, servizio gratuito all’interno della missione comunitaria, incroci, tempo condiviso in casa.

I nostri lavori ci permettono, quasi ogni giorno, di organizzarci per essere tutti insieme intorno alla tavola, a pranzo e a cena, adattando gli orari alle esigenze lavorative e scolastiche.

Una volta alla settimana ogni nucleo familiare si ritrova a pranzo, mentre Maty incontra il gruppo dei Consacrati della Comunità.

Giovanni ed Elena lavorano insieme e gestiscono uno studio di amministrazione condominiale. Maty esercita la professione di counselor relazionale maieutico, Gigi è un medico ospedaliero. Silvia è un avvocato, si occupa di previdenza e assistenza.

Una fetta consistente del nostro tempo è dedicato alla missione della Comunità, che non è solo il tempo degli appuntamenti di servizio, ma quotidianamente ci chiede di riorganizzare gli orari e il lavoro, perché entrambe le attività siano svolte con pari impegno e intensità.

Una delle cose belle della nostra piccola comunità è che ciascuno cucina una volta alla settimana e un altro giorno è di sostegno al cuoco di turno; questa, come le altre mansioni della vita quotidiana, vedono all’opera anche i più giovani. Le spese per la vita comune sono comuni.

La seconda serata, che per noi comincia – se va bene – alle 22.30, è un tempo riservato a noi, un tempo in cui raccontare, discutere, affrontare alcuni argomenti che ci stanno a cuore, parlare dei nostri problemi, scherzare, fare qualcosa di ciò che spetta ad ognuno stando insieme.

Compatibilmente con gli altri impegni comunitari, cerchiamo di riservarci – il sabato sera – un tempo di relax, generalmente dedicato a vedere insieme un film.

L’essere con gli altri nella Casa della Comunità fa parte della nostra quotidianità.

Due volte all’anno ci ritagliamo mezza giornata per il ritiro della piccola comunità e, almeno una volta all’anno, facciamo un viaggio insieme.

In alcuni periodi il nostro quotidiano è un po’ convulso: gli imprevisti determinati dal lavoro, dalle esigenze della vita comunitaria, dall’ospitalità frequente che offriamo, dal numero (nell’ordinario siamo 10), fanno saltare la routine della nostra vita insieme. Per questo, periodicamente, ci fermiamo per mettere ordine ai giorni e renderli più simili al nostro desiderio.

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