Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Le scorciatoie seducenti

Canto iniziale: Dentro l’anima

Mt 4,8-11

Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
Il Signore, Dio tuo, adorerai:
a lui solo renderai culto
».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Commento

La terza tentazione vede Gesù portato dal diavolo sulla cima a una montagna. È la terza volta che Gesù viene “preso” e ciò significa che la tentazione è una fatto ricorrente per chi cerca di essere più in sintonia con l’amore di Dio, che il male è una presenza incombente e che la liberazione non è mai definitiva.

Gesù dice il terzo “no” a Satana, che lo sottopone a una tentazione superficiale. Il potere viene simbolizzato nella scena del vuoto e nell’aria; allo stesso modo la cima del monte si presenta come uno scenario seducente.

In questo senso il potere politico propone ciò che non ha, perché è sempre per delega da parte dei detentori dei poteri occulti e non è mai originario; in ogni caso chiede all’uomo la rinuncia alla propria dignità.

Il diavolo offre un potere politico elevato a religione, perché pone a governo il Figlio di Dio: in questo modo il potere politico si indentifica con la fede.

Il diavolo mira al possesso dell’uomo e alla sua libertà e non sopporta la capacità dell’uomo di stare con Dio, con gli altri.

Se osserviamo la Chiesa di oggi, possiamo notare che, grazie a Papa Francesco, faticosamente sta uscendo dall’equivoco della tentazione del potere, che è rimasta attraente per secoli e si è declinata nell’unire missione religiosa e governo politico.

Questo processo di separazione è un compito che riguarda anche noi, che possiamo lasciarci ispirare dal comportamento di Gesù.

Ora, prima di pronunciare la Parola di Dio, Gesù prende una posizione netta e dice: “Vattene, Satana!”. In questo modo rompe con i compromessi, salva la propria libertà e quella di ogni uomo e propone la vita come servizio che impegna la Chiesa verso il mondo.

Non basta, dunque, ascoltare la Parola, occorre portarla oltre il nostro cuore. Perciò possiamo dire che la manifestazione di Dio non è un bene destinato solo ai cristiani, ma è un dono per tutti. Per fare ciò, possiamo mettere in atto tre movimenti concreti:

  • Abbandonare l’egemonia del “pensiero unico”, più o meno giustificato dalla fede
  • Darci da fare perché nella storia ci sia spazio per tutti. È questo il tempo in cui Dio si manifesta, in un mondo che non è cristiano, cioè non è istituzionalmente confessionale
  • Rifuggire dalle scorciatoie che ci consentono di ottenere ciò che vogliamo.
Canto finale: Il servo di Jahvé

PERCORSI DI MEDITAZIONE

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