Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Sentendo, seguirono

Canto iniziale: Scriviamo a voi

Gv 1,35-39

Commento

Anche noi, come questi due discepoli, abbiamo il desiderio sincero di vivere in compagnia del Signore della vita e di essere in una comunione reale con lui. Questo desiderio, però, è allo stesso tempo sincero e precario e ci troviamo ad attraversare periodi di stanchezza e periodi di slancio, momenti di pigrizia, di mediocrità e di accomodamento.

Possiamo dire allora che questo desiderio non è lineare e che ci sono delle tappe, che in partenza non conoscevamo e che si vivono nel presente.

Nel brano che abbiamo ascoltato la compagnia comincia con lo sguardo di Gesù che fissa la propria attenzione sui due che lo seguono. Gesù si volta, osserva e poi fa una domanda. Vediamo queste azioni di Gesù.

Si volta: Gesù prende l’iniziativa e stabilisce quando voltarsi. È lui che decide quando far avvenire quell’incontro, che non è dunque un fatto casuale, ma intenzionale.

Osserva: lo sguardo di Gesù non è fugace, ma si è posato sui due e sulla loro andatura. Vede che lo seguivano. Subito Gesù, capace di scrutare il cuore, esprime la volontà di accoglierli.

I due si sono messi in cammino, sono cioè uomini di desiderio. Si stanno muovendo verso un incontro che sconvolgerà la loro vita. Sono disposti a camminare, che è un verbo fondamentale per ogni uomo, perché offre la coscienza di essere se stessi e di capire dove si sta andando.

Definire dove si intende arrivare alla fine di una crisi è importante, perché così non si rischia di perdersi per strade sbagliate. Così possiamo fare le svolte giuste ed evitare di vagare, prede delle illusioni e vittime della paura.

Gesù non parla immediatamente. Sembra che ci sia una pausa di riflessione nel momento in cui c’è un incrocio di sguardi. Poi chiede: Che cosa cercate? Bisogna dirsi quali sono le intenzioni dalle due parti in rapporto. Chiarirsi su che cosa si vuole diventa importante in qualsiasi rapporto.

I due vogliono la prossimità, vogliono entrare a far parte della cerchia del Maestro, vogliono essere accolti da lui. Questa chiarezza rende chiaro e limpido il rapporto fin dall’inizio.

I due erano già in sintonia tra loro e perciò la loro richiesta può toccare l’essenziale. D’altra parte Gesù aveva già deciso di prenderli con sé. Perciò formula un invito e una promessa: mettetevi in cammino accanto a me.

La promessa è di vedere lui: vedere dove abita è vedere lui, stare con lui stabilmente, fino alla comunione della vita piena.

C’è però un mistero che è dato dalla vicinanza di Gesù e dalla distanza che percepiscono di fronte a lui, dalla sua signoria e dall’umiltà di questa persona, che li accoglierà.

Se il nostro desiderio è di essere in compagnia con il Signore, lasciamo che sia il Signore a custodirlo, che sia lui a renderlo forte con la sua iniziativa. Possiamo dunque chiederci: Signore, che stai facendo per me? E che cosa dobbiamo fare?

Se riconosciamo che cosa il Signore fa per noi, possiamo fare come lui, amare come lui. Il Signore ci invita a fare un balzo nei modi e nei desideri, per realizzare l’amore per tanti.

Canto finale: Narrerò tra i popoli

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