Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Per il bene comune

1Cor 12,1.4-7.12-13

Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio lasciarvi nell’ignoranza. Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune. Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

Commento

L'intero capitolo 12 di 1Cor è dedicato alla descrizione dell'opera dello Spirito e all'esperienza che ne fa la comunità.

Da una parte Paolo parla del battesimo che rende cristiani e dall'altra dell'esperienza interiore di coloro che si lasciano dissetare dallo Spirito. Tutte e due queste esperienze servono alla costruzione della comunità.

Paolo mette bene in evidenza la diversità dei doni con cui si esprime l'azione dello Spirito e allo stesso tempo la loro unica origine, rendendo così concreta, anche grazie all'immagine del corpo, la compresenza di unità e diversità.

L'ignoranza di cui si parla all'inizio del capitolo non è relativa alla conoscenza dei doni dello Spirito, ma riguarda il come devono essere considerati rispetto a Cristo e alla Comunità.

Allo Spirito, che elargisce liberamente i doni, sono ricondotte tutte le espressioni delle iniziative carismatiche, che concorrono alla costruzione dell'unità della Comunità.

Nel momento in cui qualcuno si inorgoglisce per i doni ricevuti o con questi produce divisione nella comunità, sfigura il volto di Cristo e fa di quel dono che è per tutti un dono solo per sé.

Paolo presenta la comunità come corpo del Signore, in cui tutte le membra sono accomunate da un'unità profonda di vita e di destino: con la partecipazione all'eucarestia si realizza il corpo mistico di Cristo, con l'amore fraterno, come quello di cui ci ha fatto dono Gesù, si realizza invece il corpo vivente di Cristo, basato sulla comunione, che è la stessa vita del Risorto.

Lo Spirito anima la vita della comunità e costruisce l'unità, anche grazie al contributo dei cristiani che collaborano con la sua opera.

Le manifestazioni dello Spirito sono grazie particolari date ai singoli cristiani, cui viene affidato un compito specifico nella comunità o nella società cristiana. Queste manifestazioni non sono dei privilegi solo per alcuni, ma dei doni da mettere a servizio in modo disinteressato.

Tutti i doni dello Spirito sono importanti, ma Paolo invita i cristiani ad aspirare a quello fondamentale che si trova in tutti e che allo stesso tempo li supera: è l'amore gratuito e disinteressato.

È fondamentale chiedere sempre questo dono, per ascoltare le indicazioni dello Spirito e metterlo in pratica con docilità. In questo modo si fa crescere il corpo di Cristo.

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