Tema: Servi di Satana o servi di Dio?
Canto iniziale: Sequenza allo Spirito
Mt 4,5-7
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
Condivisione delle impressioni, delle reazioni e delle domande.
In questo racconto l’evangelista sottolinea come nella prima tentazione il diavolo si avvicini a Gesù, mentre nella seconda lo porti nella città santa e lo ponga sul punto più alto del tempio. Si tratta di una situazione surreale, che però non è lontana dalla normalità, così come può sembrare a prima vista. Infatti Gesù dovrà fare i conti con questa tentazione per tutta la sua vita, quando si troverà ad affrontare i sadducei, i farisei, cioè coloro che hanno scelto di seguire satana, coloro che nella realtà hanno deciso di dominare.
Lo scopo del diavolo in questo passaggio appare evidente: allontanare Gesù dal Padre, per questo usa dei mezzi molto sottili. Il luogo più alto del tempio, il pinnacolo, cioè piccola ala, era uno dei portici che facevano ala al santuario e si affacciava su uno strapiombo. Mentre nel linguaggio biblico le ali hanno un’accezione di protezione, qui hanno il significato opposto. Inoltre, ponendo Gesù sul punto più alto del tempio, il diavolo fa leva sulla credenza, attestata in uno scritto apocrifo, per cui il messia si sarebbe manifestato sulla parte più alta del tempio.
Il diavolo cita poi il salmo 91,11-12 (Egli per te darà ordine ai suoi angeli di / custodirti in tutte le tue vie. / Sulle mani essi ti porteranno, / perché il tuo piede non inciampi nella pietra), omettendone però significativamente una parte (custodirti in tutte le tue vie) e modificando chiaramente il senso del testo. Nel salmo infatti si dice che gli angeli del Signore saranno mandati quando l’uomo percorre le vie di ogni giorno e non, come fa intendere satana, quando l’uomo cerca il dominio. In risposta Gesù cita Dt 6,16, richiamando l’episodio di Massa, in cui il popolo aveva messo alla prova Dio. Con la sua risposta però, Gesù conferma in tutto la fedeltà di Dio. Questa sarà anche la risposta che darà ogni volta che si troverà di fronte alla tentazione di coloro che gli chiedono un segno dal cielo per credere.
Gesù sceglie di essere un debole, povero, rigettato, un messia servo e non potente.
Ascolto della Parola: Mt 4,5-7
Commento
La tentazione presentata in questo passaggio è quella somma, che mette alla prova il legame filiale con Dio. Nel concreto, si manifesta nell’attesa che le promesse di protezione che ogni uomo ha si realizzino nei termini di riuscita, di potenza, di salute e nell’esenzione dalla sofferenza e dalla morte.
Gesù non accoglie le suggestioni del tentatore e le respinge: poteva dire di sì, ma in questo modo avrebbe sfigurato l’immagine del Padre. Con la sua risposta, Gesù getta in faccia al tentatore ciò che è scritto, che vale molto di più delle lusinghe e dei piaceri che quello aveva proposto. Sceglie di non mettere alla prova Dio e di attraversare la tentazione, quella libido dominandi che l’avversario gli suggerisce.
Gesù non si ritira, non fugge, si lascia mettere alla prova, guarda in faccia la seduzione e oppone una fatica passiva nel resistere, nel chiamare per nome la tentazione con cui sta lottando, che è sempre una forma di dominio su se stessi, sugli altri e su Dio. Se si dà il nome alla tentazione, è possibile essere attenti ai doni di Dio, piuttosto che al piacere personale. Questo tipo di tentazione emerge soprattutto quando ci sono problemi di salute, quando ognuno sa della presenza di Dio, che però non si manifesta per come vorrebbe.
In ogni caso, possiamo essere certi che il Signore ci darà tutto ciò che è necessario per non lasciarci toccare dal male.
Canto finale: Solo l’amore