Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Solo perché ci sei tu

Canto iniziale: Il servo di Jahvè

Premessa

Nel cammino di questa quaresima ci accompagnerà la storia di Lazzaro, narrata in Gv 11,1-37. Nella sua storia si realizza il passaggio dalla morte alla vita e vi si può scorgere il preludio dell'evento pasquale. Nella Bibbia la resurrezione è intesa in tre modi:

  • come fatto storico: la visione delle ossa inaridite che rivivono (Ezechiele) prefigurano il ritorno del popolo nella terra promessa
  • come fatto spirituale, cioè come passaggio dalla vita segnata dall'egoismo alla vita orientata sulle orme del Maestro
  • come fatto corporeo, nell'episodio di Lazzaro.

Anche se solo quella di Lazzaro è una morte fisica, tuttavia anche la morte spirituale, quella di chi è fermo nelle proprie visioni, non è meno drammatica, come anche la morte del popolo, cioè della comunità. La morte del popolo può essere intesa come la morte delle piccole comunità che non realizzano il proprio progetto. È quella morte in cui svanisce la speranza nelle relazioni, nelle amicizie, nel matrimonio, nel lavoro… Il cammino di questa quaresima ci condurrà a muovere dei passi verso la speranza della Pasqua.

Gv 11,1-7

Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».

Commento

L'evangelista descrive per la prima volta la comunità di Betania, costituita da amici di Gesù, che però sono ancora immersi nelle tradizioni religiose del loro popolo.

Anche noi abbiamo accolto Gesù all'interno della Comunità, ma il nostro modo di credere è ancora legato alla tradizione.

L'amicizia che lega Gesù a Lazzaro, Maria e Marta ha i caratteri della sensibilità umana e della sintonia spirituale. Questi tratti, che rendono l'amicizia vera ed eterna, sono gli stessi con cui Dio ha stretto l'alleanza con l'uomo fin dall'inizio.

Di Lazzaro si dice che è il discepolo amato, cioè è perfetto, nel senso che nella sua vita sono visibili gli effetti dell'adesione al Maestro.

Della sua malattia si dice che non porterà alla morte. Infatti ogni persona che incontra Gesù cambia identità e vita, perché riceve il dono di una vita che supera la morte.

La malattia di Lazzaro non è solo clinica, è anche di ordine sostanziale, riguarda la vocazione alla vita, il senso da dare alle proprie scelte, alle relazioni, alla vita personale. È una malattia che si esprime nella decadenza delle proprie potenzialità umane. È una malattia che tocca gli affetti delle persone che lo circondano e che non lo amano per come lo ama Gesù.

La vita di Lazzaro è frantumata, perché è rotta la sintonia spirituale. Il cuore delle sorelle è triste e i loro sentimenti per questo diventano portatori di morte.

Questa malattia tocca anche noi in una dimensione profonda della nostra vita ed emerge nel dissesto interiore, nel disorientamento rispetto alle scelte, nell'intenzionalità malata. È una malattia che coinvolge le persone che ci sono accanto e il cui esito può essere la morte. I tratti di una vita che soffre di questa malattia sono la cattiveria, la rabbia, la violenza e la prepotenza.

Gesù ascolta la notizia della malattia di Lazzaro senza commuoversi, perché questa malattia sarà l'occasione della vittoria della vita sulla morte, sarà cioè un segno di fede, mostrerà l'amore di Dio.

In questa storia Gesù annuncia la sua stessa morte in croce e compie il suo esodo, infatti dice: "Andiamo di nuovo in Giudea", cioè proprio là dove avevano già tentato di ucciderlo e dove morirà. Comincia qui un movimento deciso, che coinvolge anche i discepoli e che lo porterà alla morte in croce.

Gesù dunque non vuole alterare il ciclo normale della vita di ogni uomo, né eliminare la morte sul piano biologico, ma vuole dare alla morte il significato che ha davanti a Dio.

Canto finale: Solo l'amore

 

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