Tema: Amica mia
Canto iniziale: Come sigillo
Cantico dei Cantici 2,1-7
Io sono un narciso della pianura di Saron,
un giglio delle valli.
Come un giglio fra i rovi,
così l’amica mia tra le ragazze.
Come un melo tra gli alberi del bosco,
così l’amato mio tra i giovani.
Alla sua ombra desiderata mi siedo,
è dolce il suo frutto al mio palato.
Mi ha introdotto nella cella del vino
e il suo vessillo su di me è amore.
Sostenetemi con focacce d’uva passa,
rinfrancatemi con mele,
perché io sono malata d’amore.
La sua sinistra è sotto il mio capo
e la sua destra mi abbraccia.
Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
per le gazzelle o per le cerve dei campi:
non destate, non scuotete dal sonno l’amore,
finché non lo desideri.
Ognuno è invitato a leggere personalmente, possibilmente pronunciando le parole, a lasciare che la Parola lo tocchi nell'intimo e ad annotare impressioni e reazioni.
Commento
Nel brano è la donna che comincia a parlare e fin dalle prime battute si vede che è consapevole delle proprie doti e della propria bellezza e per questo motivo si paragona ai gigli e ai narcisi, fiori rari nel paesaggio palestinese e particolarmente profumati.
L'uomo invece è paragonato a un melo, un albero altrettanto raro in Palestina.
La simbologia vegetale che ritorna con frequenza nei complimenti che i due amanti si scambiano esprime tutto quanto i due hanno dentro, le loro emozioni e i loro sentimenti.
I fiori sono simboli di tenerezza, purezza e serenità, spiccano in un paesaggio assolato e arido come è quello palestinese ed esprimono la vita che è presente nel rapporto tra i due protagonisti.
Nella mitologia sumerica il melo è interpretato come l'albero dell'amore e il suo frutto per gli arabi ha un valore afrodisiaco. Lei ama rifugiarsi sotto il melo e il suo è un atteggiamento di abbandono nelle braccia dell'amato. Inoltre lei si dice malata di amore e per questo chiede focacce per riprendersi: anche queste sono simboli dell'amore che può rimetterla in piedi. L'abbraccio che i due si scambiano è espressione di una particolare tenerezza e dell'attrazione fisica, ma anche del fatto che la dimensione sensuale e quella spirituale stanno insieme, esaltate dall'amore.
L'espressione "amica mia" occupa una posizione chiave nel passaggio, perché esprime il fatto che l'altro è accanto come un riferimento costante del proprio io: l'amica svela all’amico chi è veramente.
San Tommaso dice che l'amore di amicizia è superiore a tutti gli altri tipi di amore. Infatti Gesù stesso ci ha chiamati amici e tutti quelli che l'hanno incontrato hanno ritrovato se stessi.
L'amore di amicizia è totale ed è anche incarnato: questo dimostrano i gesti che lui e lei si scambiano. L'amicizia si esprime pienamente in relazioni reciproche in cui ciascuno è riconosciuto nella propria identità.
In questa totalità di scambio e coinvolgimento, solo l'attenzione al vero volto dell'altro rappresenta il limite davanti al quale fermarsi.