Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Agire insieme

Canto iniziale: Oreb

Ognuno è invitato a leggere il brano e a riconoscere le proprie reazioni

Canto: Io sarò con te (rit.)

Mc 16,19-20

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Commento

Alla fine del brano, l'anonimo autore cita per nome il soggetto di tutte le azioni descritte finora: “Signore Gesù”.

È un'espressione che richiama la totalità della sua persona ed è l’unica volta che compare nei Vangeli, perché è propria degli Atti e di Paolo. Il Signore “fu elevato”: il verbo passivo indica che il soggetto che compie l'azione è il Padre.

Con questa immagine l'autore intende richiamare una tradizione veterotestamentaria, secondo la quale alcuni profeti (Elia, Isaia, Esdra, Enoc…) erano stati rapiti in cielo, cioè erano stati ammessi alla piena comunione con Dio. Il cielo in questo caso non indica l'atmosfera, ma la dimora di Dio e quindi Dio stesso. Solo l'evangelista Luca ricorre all'immagine dell'ascensione per esprimere la partenza di Gesù e insieme la sua presenza nella comunità. Questa immagine, che per noi risulta poco chiara, è dunque una forma espositiva che non è in contrasto con la cristologia del tempo, ma ha l'obiettivo di comunicare che Gesù è con Dio ed è Dio.

In questo senso, anche l'espressione "siede alla destra di Dio", che richiama i salmi messianici (in particolare il salmo 110), vuole dimostrare che Gesù è il Messia atteso da generazioni, che porta con sé e in sé la pienezza dei doni di Dio. Nell'antichità chi era seduto alla destra del re condivideva la stessa potenza del re; anche questa immagine applicata a Gesù indica che condivide la stessa potenza di Dio. Con queste due immagini, la comunità si trova davanti alla verità che Gesù è autorevole perché è Dio, e questo l’autore lo dice in polemica con gli scribi che non riconoscevano questa realtà.

Questa chiarezza dell'identità di Gesù lascia percepire anche a noi una certa lontananza. In effetti Gesù si separa dai suoi, che non lo possono né vedere né toccare come prima.

“Allora partirono” e il Signore “agisce con loro”: questo significa che Gesù non è andato lontano. I discepoli vanno a predicare dappertutto così come l'evangelista aveva detto di Gesù all'inizio del Vangelo. In Gesù si manifesta la pienezza di Dio proprio perché i discepoli non lo vedono e non lo toccano più. Il fatto che Gesù è il Signore rafforza l'attività dei discepoli, che potranno far giungere la loro predicazione fino ai confini del mondo grazia alla potenza del Signore. Se Gesù opera, ai discepoli tocca il compito di parlare, di dare testimonianza e di far comprendere i segni dell'amore, del perdono e della condivisione.

Anche se non sarà presente in maniera visibile, Gesù continuerà a condividere la missione con i suoi. In questa situazione i discepoli non sono resi perfetti, ma diventano testimoni di quello che la Parola può realizzare attraverso la loro imperfezione: in questo modo il Signore fonda la comunità.

Con l'aggiunta di questo brano dunque l'anonimo autore ha impedito che il Vangelo si chiudesse con le paure delle donne e la tristezza dei discepoli e invita i cristiani di ogni tempo a confidare nel Signore più che in se stessi.

Canto finale: Madre di Dio

Questo sito utilizza cookie atti a migliorare la navigazione degli utenti.
Chiudendo questo banner tramite il pulsante "ACCETTA" e proseguendo la navigazione sul sito se ne autorizza l'uso in conformità alla nostra Cookie Policy