Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Andate…

Canto iniziale: Resta qui con noi

Ognuno è invitato a leggere il brano e a riconoscere le proprie reazioni

Canto: Io sarò con te (rit.)

Mc 16,14-18

Risorto Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Commento

Gli Undici ai quali il Signore appare sono la comunità che non riesce a vivere la fede in Gesù risorto e rappresentano quindi tutti i credenti che si sentono soli e delusi.

Il Signore appare mentre gli Undici sono a mensa e questo dimostra che continuavano l'abitudine di mangiare insieme. Anche noi partecipiamo all'eucarestia domenicale, ma questa pratica non ci libera dalle delusioni e dalla solitudine. L'evangelista aveva parlato della mensa in occasione dell'ultima cena e l'autore di questo passaggio finale del Vangelo richiama proprio l'ultima cena, che però in questo frangente è presentata come un'assuefazione.

L'intervento del Signore non è consolatorio, ma rimprovera gli Undici per l'incredulità e la durezza di cuore, termini che l'evangelista aveva utilizzato nei confronti dei farisei. Questo rimprovero riguarda anche noi, che continuiamo a praticare comportamenti legati a ciò che abbiamo scelto, ma in realtà non crediamo, non ci muoviamo cioè dalle posizioni che abbiamo preso con le nostre ragioni. Il rimprovero di Gesù è brusco, quasi un insoluto, ma non è una condanna, è un richiamo a vivere con maggiore decisione la propria vocazione, che dopo la resurrezione acquista tratti nuovi.

Gesù è aggressivo perché vuole scuotere gli Undici e vuole rivelare che la vita è un cammino. Questa prospettiva apre ai discepoli un orizzonte del tutto nuovo, molto più ampio di quello che avevano immaginato.

Infine Gesù si sofferma sui segni che accompagneranno quanti crederanno e che si possono intendere in questo modo:

  • scacciare i demòni: nel nome di Gesù saranno scacciati i demòni che dentro di noi cercano di convincerci a lascar perdere e soffocano il cuore
  • lingue nuove: ritrovare qualcosa dentro che solleva e dà gioia, è anche la possibilità di instaurare relazioni rinnovate
  • serpenti/veleno: il cammino di chi crede non sarà privo di situazioni negative, ma ne resterà indenne
  • malattia: i cristiani sono chiamati a essere segno di operosità, a lasciare una traccia di bene nella vita degli uomini.

Canto finale: Oreb

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