Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Voglia di credere?

Canto iniziale: Piccolo cantico

Ognuno è invitato a leggere il brano e a riconoscere le proprie reazioni

Mc 16,9-11

Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.

Commento

Gli ultimi versetti del Vangelo di Marco, pur essendo accettati dalla tradizione della Chiesa, non sono stati scritti dall'evangelista, ma appartengono a un redattore anonimo probabilmente degli inizi del II secolo, che li ha inseriti per esprimere la ricerca della comunità di cui è espressione: nel contesto storico si prospetta realisticamente la possibilità della persecuzione, sicché i cristiani si trovano a fare i conti da un lato con la resurrezione che salva la vita dall'altro con la vita di ogni giorno che sembra essere ben distante dal messaggio evangelico.

Per i cristiani di ieri e di oggi la storia si svolge in maniera contraddittoria ed è continua l'esperienza della morte e della sofferenza, tanto che è possibile chiedersi se il Vangelo abbia una reale influenza sulla vita di ogni giorno.

L'anonimo redattore si rivolge a quanti si dedicano all'ascolto della Parola e hanno bisogno di rendersi conto che il loro modo di vivere è inquinato e non mette al centro il Signore. In questi versetti finali il nome di Gesù non è citato in maniera esplicita, anche se viene presentato come soggetto attivo che incontra Maria. Questo dettaglio si può interpretare come un invito a chiederci se e perché non nominiamo il Signore, nel senso che non andiamo oltre l'intuizione delle sue promesse e lasciamo che la sua presenza sia un fatto nascosto, che non modifica le nostre condotte e il nostro modo di sentire.

Maria, della quale si ricorda che è stata liberata da sette demoni, come ci racconta l'evangelista Luca, non è una peccatrice, ma una donna libera che soffriva di una grande malattia fisica e psichica.

A lei il Signore si rende visibile in maniera tangibile e concreta, come emerge dal verbo utilizzato dall'anonimo redattore. Gli altri – i discepoli – sono chiusi del lutto e nel pianto: come Pietro, dopo il tradimento, si è coperto il volto e piange, qui tutta la comunità è paralizzata dalla stessa tristezza, che però non va d'accordo con la gloria del Vivente.

Dunque i discepoli hanno assunto la maschera del pianto, della tristezza e della incredulità e non vogliono accettare di attraversare la fatica dei passi che conducono alla resurrezione che libera.

Canto finale: Scriviamo a voi

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