Tema: Se tu conoscessi il dono di Dio…6
Canto iniziale: Salmo 138 (1a strofa)
Ognuno è invitato a leggere il brano e ad appuntare le reazioni e impressioni
Canto: Salmo 63 (rit.)
Gv 4,27-30
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Commento
Nel dialogo precedente Gesù aveva proposto alla Samaritana un salto dalla religione alla fede e ora lei, dopo aver ascoltato le parole di Gesù, deve decidere se rimanere in una vita inconcludente e autosufficiente, perché finora si è data da sola le risposte rispetto alla fede e ai suoi bisogni, o abbandonarsi nelle mani di un altro, smettendo di fare i propri calcoli.
La donna deve decidere cioè se rimanere nella fragilità psicologica, rispetto alla considerazione che gli altri hanno di lei; morale, rispetto alle risposte che dà ai suoi bisogni; relazionale, rispetto al fatto che evita gli incontri personali; sociale, per il fatto che è fuori dalle cerchie.
Per la Samaritana non è facile decidere di aderire a Gesù, ma Gesù non si lascia rinchiudere nelle attese della donna, non le dà risposte e non dice nulla rispetto ai suoi bisogni, si ferma invece alla rivelazione di se stesso.
Emerge così il fatto che solo l'incontro con il Signore cambia la vita, e se noi non riusciamo a cambiare è perché non abbiamo incontrato il Signore, ma abbiamo forse incontrato solo una proiezione di noi stessi.
Nel brano l'evangelista presenta due scene.
La prima ha come protagonisti i discepoli che sono tornati da Gesù: vedono, giudicano, ma non chiedono. Stanno già da tempo con il Signore, eppure non hanno una comprensione di lui pari a quella della Samaritana.
Nella seconda scena c'è la donna, che, ancora non del tutto convinta, torna nella città e si chiede se quell'uomo che ha incontrato sia davvero il Messia. Si è mossa ed è diventata così annunciatrice: ha cominciato a gustare l'acqua viva e ha visto che la fede è frutto dell'incontro con il Signore.
Nelle due scene emerge la sproporzione tra l'amore di Dio e la fede fragile degli uomini. Eppure questa fragilità è già la gioia di Dio. La donna ha fatto l'esperienza di essere considerata e, a partire da questo, sviluppa un modo nuovo di essere attenta alla città e alla sua gente. La donna lascia la sua brocca. L'evangelista sottolinea questo gesto per dire che discepoli non sono solo gli uomini, ma anche le donne.
La Samaritana è anche furba, perché, tornando dalla sua gente, desta curiosità, non dice ciò che pensa di Gesù, ma si scopre, dicendo che quell'uomo conosceva tutti quegli aspetti della sua vita che erano ben noti in città. Così il suo annuncio ha l'effetto di condurre tutti all'incontro con Gesù.
Il Signore, a cui interessa la conversione del cuore di questa donna che non si è ancora pentita, sa valutare i passi e sa attendere con pazienza.