Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Il Verbo, che è la parola eterna del Padre, si è fatto ascolto di ciascuno di noi

Durante questi giorni di preparazione al Natale incontreremo il Verbo, perché i tratti della sua umanità siano riconoscibili anche per noi

23 dicembre: Uscire da sé

Canto iniziale: Kenosis (1a strofa e rit.)

Ognuno è invitato a leggere il brano, lasciare che la Parola lo tocchi nell'intimo e a riconoscere ciò che sente più vicino e ciò da cui prendere le distanze.

Mt 8,28-34

Giunto all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?». A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque. I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.

Commento

Una volta scesi a terra i discepoli hanno ancora dentro di sé la domanda che avevano rivolto a Gesù: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

Ora devono misurarsi con la paura che hanno nel cuore e con i suoi effetti disastrosi: chi vive nella paura prima o poi fa paura anche agli altri e chi è nella paura rischia di regredire nell'animalità che sfigura il fatto di essere chiamati alla somiglianza con Dio.

Gesù incontra due uomini che si ribellano alla sua presenza e questo capita anche a noi. Gli indemoniati danno la risposta alla domanda dei discepoli: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio?». La loro ribellione è in realtà un'invocazione rispetto alla forte resistenza che hanno verso la liberazione della loro vita. In questi due uomini la paura mette in evidenza il lato più violento e diventa una tendenza alla morte.

I discepoli in mare avevano rischiato e anche questi due uomini fanno i conti con un male che li rende minacciosi: da una parte Gesù si mette all'opera, dall'altra il male tende a rimandare.

Il comportamento di Gesù ci dice che con il male che c'è dentro di noi non c'è tempo da perdere, non c'è dialogo da curare, per evitare che chi ne è colpito resti costantemente sospeso tra la vita e la morte.

Gesù, che è la vita, offre la sua presenza e di fronte a lui siamo tutti stimolati a scegliere tra la vita e la morte. Come per questi uomini, anche per noi è possibile stare accanto agli altri se accettiamo che la nostra vita sia liberata. In un primo momento la risposta degli abitanti sembra positiva, si muovono infatti per andare incontro a Gesù. Poi però danno la stessa risposta degli indemoniati, perché vogliono tenere tutto nella norma e in questo modo mettono di nuovo in circolo il male, difendendo una vita in cui l'interesse personale è cercato e difeso indipendentemente dagli altri.

Ora, conoscere i gesti del Signore serve a poco, se noi non siamo disposti cambiare e se non c'è, di conseguenza, spazio nella nostra vita per una comprensione nuova degli altri.

È noto che sulle mappe della Galilea non esiste il paese dei Gadareni. Sono il simbolo nel nostro mondo interiore che rischia di lasciarsi sottomettere dalla paura degli altri, che insidia divisioni, allontana, porta a prendere le distanze oppure rende intrattabili e furiosi. Non temiamo che il Signore venga a visitare le nostre terre interiori e le riscatti.

Se abbiamo delle resistenze, chiediamoci se stiamo venendo a patti con il male, se il Signore ci sta chiedendo di distaccarci dalla vita che stiamo conducendo. I Geradeni preferiscono ritrovare i loro porci, più che riavere due fratelli. Gesù, che pure è disposto a pagare il prezzo del coinvolgimento della vita, non può venire in un mondo in cui tutti hanno paura della liberazione da se stessi.

Il Signore ci invita a curare l'attenzione agli altri, a guardare il nostro male e a non trovare giustificazioni: sempre Gesù si oppone al male smascherandolo, prendendone le distanze e offrendo una proposta di vita piena.

Canto finale: Kenosis

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