Il Verbo, che è la parola eterna del Padre, si è fatto ascolto di ciascuno di noi
Durante questi giorni di preparazione al Natale incontreremo il Verbo, perché i tratti della sua umanità siano riconoscibili anche per noi
21 dicembre: Andare oltre
Canto iniziale: Kenosis (1a strofa e rit.)
Ognuno è invitato a leggere il brano, lasciare che la Parola lo tocchi nell'intimo e a riconoscere ciò che sente più vicino e ciò da cui prendere le distanze.
Mt 8,18-22
Vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva. Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».
Commento
Sebbene la sua fama stia crescendo, Gesù non si ferma con la folla e va oltre per incontrare altri, perché è aperto all'ascolto di tutti.
Nella sua vita ha scelto la precarietà e decide di passare all'altra riva, anziché godere dei frutti della sua predicazione.
La scelta di Gesù è il modo di vivere la trascendenza, che nel concreto significa non fermarsi a ciò che affascina e mettere in atto un movimento fisico costante verso l'altro.
Lo scriba e il discepolo rappresentano la nostra tendenza a bloccare la spinta ad andare sempre oltre. Lo scriba si avvicina a Gesù e gli parla subito: il suo approccio è meno umile di quello del lebbroso e del centurione. Con la sua risposta Gesù chiede allo scriba di misurare le sue forze: stare accanto a lui richiede un continuo movimento, altrimenti lo sforzo perenne di tenere il passo di Gesù diventa insostenibile. Il suo modo di vivere comporta l'essere sempre disponibile all'incertezza. Nella sua risposta Gesù si mostra neutro, non dice che cosa lo scriba deve fare, perché lo ha ascoltato profondamente ed è andato alle radici delle sue scelte. In altri termini gli chiede se è pronto a rinunciare a ciò che crede essere irrinunciabile. Gesù parla allo scriba che ognuno di noi si porta dentro e che ci spinge a rimanere entro i paletti delle nostre prospettive e delle nostre idee.
Gesù chiede di fare un esodo, non risparmia le incertezze, chiede solo di lasciare la logica di una vita già provata, per una vita offerta senza calcoli. Al discepolo Gesù dice che non c'è tempo da perdere, perché ci sono tante persone incagliate in porti mortiferi che hanno bisogno di aiuto.
È urgente coltivare un umanesimo di trascendenza, in cui il riposo e la sicurezza sono nel passare oltre. L'evangelista non riporta le riposte dello scriba e del discepolo, perché nelle sue intenzioni tocca a ognuno di noi rispondere alle sollecitazioni di Gesù.