Il Verbo, che è la parola eterna del Padre, si è fatto ascolto di ciascuno di noi
Durante questi giorni di preparazione al Natale incontreremo il Verbo, perché i tratti della sua umanità siano riconoscibili anche per noi
16 dicembre: Ascoltare
Canto iniziale: Kenosis (1a strofa e rit.)
Ognuno è invitato a leggere il brano, lasciare che la Parola lo tocchi nell'intimo e a riconoscere ciò che sente più vicino e ciò da cui prendere le distanze.
Gv 1,14
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Commento
Il Verbo che si fa ascolto è proprio Dio.
Già nell'Esodo Dio si fa conoscere come colui che ha udito il grido del suo popolo e si è ricordato della sua alleanza. Il Verbo oggi si è fatto ascolto della sofferenza di ogni uomo che grida il suo desiderio di liberazione. Se da un lato nell'Esodo Dio si fa conoscere come colui che ascolta, dall'altro Mosè anticipa per molti aspetti il Messia e a Mosè può essere accostato a Gesù: nei vangeli la gente dice che Gesù è Mosè; nella trasfigurazione, Pietro vuole fare una tenda per Gesù e per Mosè; l'evangelista Matteo racconta l'infanzia di Gesù secondo la struttura di quella di Mosè; Mosè sale sul monte per incontrare Dio e portare poi agli uomini la Legge e Gesù sale sul monte per parlare delle beatitudini; Mosè e Gesù sono umili.
Il Signore offre l'ascolto a ogni uomo e questo è uno dei tratti della nuova umanità inaugurata da lui. Il suo ascolto è totale, perché la sua umiltà è piena. Per noi è importante risvegliare questo tratto per diventare uomini e donne più veri e affidabili, integralmente aperti a una gioia più ampia. Per questo siamo invitati a essere continuamente e completamente in ascolto degli altri per accoglierli nei loro bisogni più profondi e urgenti.
Ciò è possibile se siamo disposti a mettere da parte giudizi, pregiudizi e paure legati alla diversità dell'altro. Altrimenti la differenza sfocia in diffidenza.
Ebr 5,2: Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza.
La compassione che Gesù sente, per suo dono in noi diventa possibilità di cambiamento. Grazie a lui possiamo guarire dalla difficoltà di ascoltare.
Se ci apriamo all'ascolto, i nostri gesti saranno più simili a quelli del Signore:
- Gesù davanti al male dell'uomo si fa uomo: anche noi di fronte al male di un fratello che ci tocca siamo chiamati a rispondere facendoci coinvolgere da lui e dal suo cammino.
- Gesù sente compassione: anche noi siamo chiamati ad andare oltre le nostre paure per sentire quello che sente l'altro, mettendo da parte il fatto di volerlo cambiare.
Ascoltare come il Signore significa accompagnare l'altro nel cammino di rivelazione della sua umanità e della sua diversità.