Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Se tu conoscessi il dono di Dio…4

Canto iniziale: Salmo 138 (1a strofa)

Ognuno è invitato a leggere il brano e lasciare che la Parola tocchi lo tocchi nell'intimo e sulla pelle, fermando in particolare l'attenzione sulla risposta di Gesù.

Canto: Salmo 63 (rit.)

Gv 4,15-18

«Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».

Commento

Tra la richiesta della donna e la risposta di Gesù c'è una brusca interruzione, tanto che sembra che Gesù voglia dare una svolta al dialogo. Le sue parole "Va’ a chiamare tuo marito" si possono intendere come "Va’ a chiamare chi ami".

Come negli altri incontri con le donne, anche in questo Gesù parla direttamente al cuore e parla la loro stessa lingua, quella dei desideri, che tocca il senso profondo della vita. La domanda di Gesù porta la donna allo scoperto, ma non per questo la rimprovera, anzi le fa i complimenti per aver detto la verità. Il dialogo si svolge nei pressi del pozzo che è simbolo della profondità e in questo senso Gesù invita la donna a scavare dentro di sé, a tirare fuori tutto quello che è nascosto e a dire tutta la verità, anche se dura: nessuno dei mariti che ha avuto ha riempito il suo bisogno di amore, nessuno ne ha placato la sete.

Anche con noi il Signore fa così: con le sue parole, con quelle dei fratelli, fa complimenti, ma allo stesso tempo non fa sconti; non ci condanna, ma ci chiede di andare dentro di noi e di far emergere la verità. Gesù non chiede alla donna di mettersi in regola e non condiziona il desiderio di darle l'acqua alla correzione, ma preferisce toccare la verità che apre la porta alla liberazione della vita che viene da lui. Gesù vede nel profondo e nota nella donna una storia povera come anche la nostra storia è povera: la sua vita, in apparenza estroversa e decisa, cela in realtà sofferenze e fragilità. Gesù vede nella donna la cronica incapacità di costruire legami duraturi.

La sua domanda allora si può intendere in questi termini: perché vivi così? Fermiamo lo sguardo sul panorama geografico in cui si svolge l'incontro: c'è il monte Garizim dove aveva sede il culto dei Samaritani e ci sono anche cinque collinette sulle quali i dominatori che si erano alternati nella regione avevano eretto altrettanti santuari, in cui si adoravano le rispettive divinità; in tutto sei templi come i mariti della donna. In questo senso, possiamo intendere la donna come simbolo del popolo che ha seguito cinque idoli e Gesù come lo sposo che è venuto a cercare la sposa perduta, Samaria. Forse anche noi possiamo riconoscere cinque cose che sono diventate degli idoli, che ci offrono delle risposte che non sono adatte alla nostra sete di amore, che ci portano lontano dal percorso che va verso la verità. Come per la Samaritana anche per noi è difficile accettare la verità su noi stessi, se abbiamo qualcosa da difendere, che ci impedisce di ascoltare in profondità. La verità è l'unica strada che porta all'incontro con Dio e che consente di entrare nel profondo di noi stessi.

Quelle cinque collinette possono essere per noi l'ideale di famiglia perfetta da difendere, i figli che gradualmente occupano il posto di Dio, il lavoro che ci rivela un nostro modo di essere nel mondo che ignoriamo, il partner o un amico che, pur impegnandosi, non può rispondere alla nostra sete di amore, perché troppo profonda. Le parole che Gesù rivolge alla Samaritana sollevano in ogni cristiano un problema spirituale, perché chiedono a ciascuno di scendere in profondità e di fare la verità.

Canto finale: Apice ed essenza

Questo sito utilizza cookie atti a migliorare la navigazione degli utenti.
Chiudendo questo banner tramite il pulsante "ACCETTA" e proseguendo la navigazione sul sito se ne autorizza l'uso in conformità alla nostra Cookie Policy