Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Amici e nemici

Canto iniziale: Salmo 8

Gv 15,12-13

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Commento

Alla base del percorso di ognuno di noi c'è la chiamata del Signore. Tutte le nostre diverse chiamate formano la Comunità. Tutti portiamo con noi il desiderio di essere amati e desideriamo degli amici che siano per sempre. Allo stesso tempo, abbiamo paura di contare nulla o poco per gli altri ed è da qui nascono tante paure nella nostra vita.

Il Signore ci ha chiamati alla Comunità perché facessimo esperienza del conflitto che abbiamo dentro di noi e perché possiamo aprirci a un amore come il suo. Il conflitto nasce dal fatto che in Comunità ci sono persone che amiamo e persone che sopportiamo malvolentieri. Proprio con queste ultime possiamo prendere coscienza di come reagiamo: alcuni si tirano indietro, altri si chiudono in se stessi, altri ancora macinano sempre gli stessi pensieri e si deprimono, altri si lasciano sconvolgere dalla rabbia e dalla gelosia.

Ora, proprio a partire dalle nostre reazioni, abbiamo la possibilità di comprendere che cosa ci chiede il Signore nell'amore. In queste relazioni pensiamo che sia impossibile un rapporto diverso e vediamo dinanzi a noi un orizzonte basso. In queste situazioni il Signore dice: Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. (Lc 6,27-28)

Il nemico non è chi è lontano, ma chi è vicino e non sopportiamo. È colui che ci fa correre dei rischi, ci impedisce di stare tranquilli, di vedere le cose solo dal nostro punto di vista. Il nemico adombra la nostra creatività e la nostra libertà e ci provoca aggressività o depressione.

Se vogliamo amarci, è indispensabile che scopriamo i nostri nemici: sono coloro che ci sforziamo di evitare perché toccano le nostre debolezze e ci mettono sulla difensiva. Il Signore li pone sulla nostra strada perché desidera che il nostro amore non rimanga fermo al livello della nostra nascita e per questo ci chiede di fidarci di lui. C'è un amore che possiamo imparare solo fidandoci dell'amore con cui il Signore ama i nemici; finché non facciamo l'impossibile nell'amore non siamo veramente suoi discepoli.

Solo quando ci mettiamo in relazione con gli altri certi della promessa del Signore, accogliamo l'amore di Dio che ci fa scoprire che siamo prima di tutto noi a dover cambiare e che questo cambiamento è opera del Signore che perdona sempre.

In alternativa, se non impariamo a perdonare come il Signore, andremo incontro alla separazione e alla rottura e arriveremo a desiderare che l'altro sparisca. Se perdoniamo, togliamo di mezzo il male e vediamo il legame profondo che ci unisce all'altro che il Signore ci ha messo accanto.

Canto finale: Oreb

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