Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Fatevi degli amici

Canto iniziale: Amico sei

Lc 16,8-9

Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.

Commento

Nella prima parte della parabola Gesù presenta l'amministratore come uno scaltro approfittatore. È un uomo libero, che svolge la funzione di tesoriere di un privato: accusato di sperperare i beni del suo padrone, di punto in bianco si trova a perdere il lavoro e a dover dare conto della sua gestione. Gesù attira l'attenzione sulla riflessione dell'amministratore, che pensa al futuro, ma non si pone l'obiettivo di impietosire il suo padrone né di cercare lavoro presso altri. Allo stesso tempo, ha ben chiaro che non vuole mendicare o zappare, non vuole cioè un lavoro vergognoso o troppo faticoso. Così riesce a cavarsela in un modo sorprendente: i debitori del suo padrone diventeranno i suoi debitori. Tuttavia a questa trovata dell'amministratore segue un altrettanto sorprendente intervento del padrone, che lo loda proprio per la sua astuzia. Alla fine della parabola, Gesù dà un comando: fatevi degli amici e loda per questo l'amministratore, che ha compiuto un gesto profetico e ha operato come opera Dio con noi: dona e perdona, rimette i nostri debiti. L'amministratore diventa un benefattore, perché dona pane e olio, restituisce cioè ai suoi debitori ciò che è essenziale per vivere, e usa il denaro come mezzo per farsi delle amicizie, non per accumulare. In tutta la parabola, il personaggio più interessante è il padrone, figura del Signore che, lodando l'amministratore, presenta il "farsi degli amici" come un comando, un progetto di vita, una misura dell'eternità. Le dimore eterne sono, infatti, il Paradiso in cui ci verranno incontro gli amici che avremo aiutato. Nell'ottica del Signore, le persone valgono più del denaro rubato e il denaro è un ottimo servitore, ma può diventare anche un padrone che si insinua nei giorni e nelle notti, togliendo sempre più tempo all'amicizia. Obiettivo nella parabola, dunque, non è mettere a posto i conti, ma restituire la centralità all'uomo che incontra gli altri nell'amicizia.

Canto finale: Notturno

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