Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Giuda

Canto iniziale: Signore, pietà

Mt 10,1-4; 26,14-16

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.

Commento

Di fronte a Giuda possiamo chiederci se sia un protagonista o un antagonista. Il suo nome ricorre 22 volte nel Nuovo Testamento e c’è all’inizio di tutti i racconti della passione.

Nel primo brano si accenna alla vocazione di Giuda, che è stato scelto da Gesù. Matteo aggiunge che poi Giuda tradì Gesù. È un dettaglio che ci fa capire che prima c’è stato qualcosa di diverso e che ha partecipato con i suoi compagni all’annuncio della buona notizia. Dunque, solo se partiamo dalla vocazione di Giuda, possiamo capire il suo tradimento. D’altra parte prima di tradire Gesù, Giuda ha tradito se stesso, la propria vita, che aveva abbracciato con il sì detto al Maestro.

Gli evangelisti dicono che Satana è entrato in Giuda, facendo in questo modo capire che nel suo cuore si è fatta strada una certa avversione per il Maestro: piano piano questa avversione si è fatta così grande che non è più riuscito a capire il progetto di Gesù e lo ha considerato troppo fuori dalla propria visione della vita e dalle proprie categorie.

Il soprannome Iscariota può significare “uomo di Qĕriyyōt”, un villaggio della Palestina, oppure “uomo del pugnale”. Forse Guida era membro del gruppo degli zeloti, che si ribellavano a qualsiasi dominazione. In ogni caso era uno dei Dodici e questa è la sua vera identità. Ciò significa che è andato in missione con gli altri apostoli, che ha operato guarigioni, che ha raccontato la vocazione ricevuta e che ha insegnato a pregare. Solo negli ultimi tempi, però, l’esperienza di gruppo era diventa difficile per lui.

Il suo tradimento non è l’esito di un capriccio, ma è una decisone maturata nel tempo. È possibile che anche Giuda sia stato scosso dal discorso di Gesù sul pane di vita. Il discorso aveva suscitato nei Dodici un sentimento di confusione e smarrimento. Forse qui era iniziato il distacco morale e spirituale di Giuda nei confronti Maestro.

È probabile che Giuda non abbia trovato nessuno capace di guidarlo nel discernimento, che fosse in grado di guardarlo negli occhi. Di certo sappiamo che nel momento in cui consegna Gesù non c’è nessuno con lui. In tutto ciò Giuda fa l’esperienza drammatica della solitudine esistenziale e poi esiziale. Questo rischio è presente in tutte le comunità, fra tutti coloro che sono chiamati a fare un’esperienza particolare di compagnia con Gesù.

È bene che in Comunità non sorga la sindrome di Giuda che consiste nella tentazione subdola di decidere da soli i tempi e i modi della propria salvezza. 

Canto finale: Sei apparso

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