Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Se qualcuno vuole

Canto iniziale: Apice ed essenza

Mc 8,34-38

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

Commento

Ancora una volta siamo di fronte a una situazione in cui Gesù chiama vicino a sé i suoi, ma questa è l’unica volta in cui li chiama insieme con la folla. Siamo in un momento delicato della maturazione del rapporto tra i Dodici e Gesù. Per meglio comprendere il passo occorre ricordare quanto è successo prima.

L’evangelista ha riportato una conversazione tra Gesù e i suoi, in cui chiedeva che cosa dicesse la gente della sua identità. Per i Dodici risponde Pietro con semplicità: “Tu sei il Cristo”. Poi Gesù ammonisce i suoi, perché non parlino con nessuno di quanto è stato detto. Tuttavia Pietro, dopo che Gesù ha parlato della sofferenze a cui andrà incontro, prende l’iniziativa di sgridare il Maestro. Ha agito come se Gesù fosse l’indemoniato di turno. Di contro Gesù gli risponde con un colpo in pieno viso e gli dice: “Va’ dietro a me”.

In questo contesto la chiamata dei Dodici insieme con la folla è uno schiaffo morale per i discepoli. In precedenza Gesù aveva parlato con i suoi apertamente, aveva rivelato qualcosa che non potevano immaginare, oltre l’idea del liberatore descritto dalle Scritture. Ora entra in gioco ciò che i Dodici vogliono per la loro vita e, perché la loro fede sia purificata, Gesù cambia registro e non li chiama più da soli. In questo modo non potranno più schiacciare la propria identità sulle attese.

Gesù dice ai suoi che attendevano un Cristo senza novità, che non perdona, che è senza croce e senza compassione quali sono i tratti di chi si pone alla sequela del Signore.

“Se qualcuno vuole”: Gesù stana la libertà di ognuno da quei rifugi, da quegli anfratti, in cui anche noi la incastriamo con la nostra rassegnazione e il nostro fatalismo. Gesù ci dice che c’è un volere dell’uomo che va riscattato: a ognuno tocca valutare se il proprio volere è ondivago, se è fatto di sperimentalismo, se è contratto dal culto dell’emozione. Questo modo di volere allontana dal Signore. Il volere chiamato in causa, invece, è quello che coltiva l’arte di decidere giocandosi e rischiando la vita.

“Dietro a me”: è un passaggio fondamentale, perché si tratta di lasciare il confort che ci facciamo a nostra immagine. Per seguire Cristo, c’è da rinnegare qualcosa di sé stessi e questo è un tratto identificativo dei discepoli.

Che significa “rinnegare”? Rinunciare al proprio modo di essere uomini, cioè snidare quelle abitudini e attitudini che sono contrarie al Vangelo, custodendo invece quelle che ci fanno persone a immagine di Cristo.

Tutto ciò è possibile se abbiamo la coscienza chiara dei nostri limiti, delle nostre delle debolezze, anziché censurarli e lasciare tutto come sta, se si frequenta la vita ogni giorno secondo i modi di Gesù, non secondo l’uomo vecchio, cioè secondo le nostre caratteristiche innate. Questa è la croce da prendere ogni giorno, questo significa andare dietro al Signore, giorno per giorno, procedendo per tentativi e cambiamenti.

Canto finale: Chi ci separerà?

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