Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: La pietra tolta

Canto iniziale: Correre

Gv 20,1-2.11-15

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?».

Commento

Che cosa spinge Maria ad andare al sepolcro di notte? Da quando aveva conosciuto Gesù, non si era mai allontanata da lui e gli era rimasta accanto anche durante la passione: Maria è innamorata persa del Signore, che le ha cambiato la vita.

Poi, con la morte tutto era finito: sembrava che la morte avesse prevalso sulle forze della sua vita, sul credere e sulla speranza che l’avevano portata a cambiare radicalmente. Tuttavia, Maria fatica ancora a staccarsi dal Signore e cerca una forma di contatto con lui.

Per questo motivo va di mattino presto al sepolcro e non si pone il problema di come avrebbe fatto a spostare la pietra: forse a spingerla era l’amore con le sue ragioni irrazionali e forse le sarebbe bastato toccare la pietra.

Tuttavia possiamo immaginare che per lei la delusione maggiore sia stata nel vedere la pietra spostata, che significava che la tomba era vuota. Questa idea le riempie il cuore di amarezza e lo impietrisce. Maria non riesce a vedere altro, non riesce a accordare il passato con il futuro, la memoria con un modo nuovo di vedere. La pietra tolta è semplicemente il segno che non è più possibile alcun contatto con Gesù.

Questo ragionamento è tipico di una mente associativa, cioè di chi fonda il proprio modo di vedere le cose su un terreno privo di visioni e non riesce a mettersi dal punto di vista delle prospettive e si limita a considerare solo le conseguenze dirette. Questo modo di pensare è proprio di chi davanti alla realtà ha paura, non l’accetta, si arrabbia e si mette in conflitto.

Eppure non c’è mai un solo modo per risolvere i problemi e per affrontare la vita. Ci sono anche le visioni di futuro, che raccordano il futuro con il passato, che in questa prospettiva acquista un senso nuovo, che porta a riconoscere che la vita, proprio perché è vita, non è mai finita ed è sempre all’inizio.

Con il suo cuore impietrito Maria rimane vicino al sepolcro, ma all’esterno. È lei stessa la pietra che pone la parola fine alla vita: rimane immobile, non si volta, vede Gesù, non sa che è lui e non riesce a incontrarlo.

In lei viene rappresentata la paralisi che c’è in ognuno di noi quando la ricerca del Signore e la ricerca della felicità non vanno per le vie il Signore ha insegnato. Maria è ferma su un suo affetto ferito, il volto e la mente sono rivolti al passato, che è una certezza. Ha bisogno di rompere il circolo dell’idea in base alla quale ciò che è accaduto è irreparabile.

Poi una voce: “perché piangi?” Un invito a muoversi, a rimettersi in cammino, a convertire il suo desiderio di ricerca. La pietra non è l’ultima parola, neppure la disperazione, neppure il vuoto sono la fine di tutto.

Quando ci sentiamo oppressi sotto una cappa pesante, quando avvertiamo la desolazione e non vediamo aperture, forse anche per noi è tempo di ascoltare una voce, che ci chiama e ci dice: “perché fai così?”. Allora la pietra spostata dice che è tempo di rimetterci in cammino e di rendere concreta una visione di futuro.

Canto finale: Resurrezione

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