Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Poco meno di un Dio

Canto iniziale: Salmo 8

Sal 8,6

Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.

Commento

La grande sorpresa che il salmista proclama è che l’uomo, creatura debole, ha ricevuto un stupenda dignità.

Questa creatura debole ha in sé una dignità altissima, che si può cogliere in relazione all’immensa grandezza e alla misericordia di Dio.

Ora, se l’uomo non impara a vivere in Dio e di Dio, rimane una potenzialità insoddisfatta.

Possiamo intendere il “davvero” iniziale del versetto 6 in questo modo: Dio si ricorda di noi, di ciascuno di noi; così come leggiamo in Isaia (49,15-16): Io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato.

A ciascuno di noi è capitato di avere amicizie così forti e piene da pensare che non potessero mai svanire o in cui sentirsi custodi o essere custoditi. Eppure succede che per scelte, per avvenimenti o anche per quello che facciamo, i volti degli amici possano dissolversi, proprio in quelle relazioni che avevamo considerato insostituibili.

Per don Tonino “Non ti dimenticherò mai” è una frase straripante di bellezza straordinaria, che può dirci solo Dio.

Dio, infatti, illumina e corona la nostra umanità, quella di ognuno di noi: Dio non è un computer capace di immagazzinare nomi, non è neppure un archivista che allestisce un dossier per ognuno di noi, non è un banchiere delle buone opere, non è neppure il controllore.

Dio si cura di ognuno di noi rendendoci poco meno di lui. La sua è un’opera assoluta, che ha raggiunto il culmine quando ci ha donato suo figlio, ed è un’opera incessante giorno per giorno che si realizza con il dono dello Spirto.

La corona, che Dio toglie dal suo capo e dona a ogni uomo, è di onore e di gloria: sono le stesse parole che nella liturgia sono rivolte a Dio e che anche in altri passi scritturistici sono riferite solo a Dio.

Qui il salmista dice, invece, che Dio colloca questa corona proprio su di noi.

Noi, però, non sempre riusciamo a vedere la corona di Dio su alcuni. È difficile vederla quando la nostra attenzione è tutta presa da quello che le persone fanno o non fanno.

Invece siamo invitati a non profanare con le nostre condotte la corona che il Signore ci ha dato e allo stesso siamo chiamati ad avere un grande rispetto per la corona che ha posto sul capo degli altri.

Il volto dell’uomo è così affascinante che riesce a stregare il cuore di Dio, che desidera di abitare in ognuno di noi, se solo lo vogliamo.

Canto finale: È bello dal lode al Signore

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