Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Donna

Rt 4,9-13

Booz Allora Booz disse agli anziani e a tutta la gente: «Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato tutto quanto apparteneva a Elimèlec, a Chilion e a Maclon dalle mani di Noemi, e che ho preso anche in moglie Rut, la moabita, già moglie di Maclon, per mantenere il nome del defunto sulla sua eredità, e perché il nome del defunto non scompaia tra i suoi fratelli e alla porta della sua città. Voi ne siete oggi testimoni». Tutta la gente che si trovava presso la porta rispose: «Ne siamo testimoni».

Gli anziani aggiunsero:

«Il Signore renda la donna,
che entra in casa tua, come Rachele e Lia,
le due donne che edificarono la casa d’Israele.
Procùrati ricchezza in Èfrata,
fatti un nome in Betlemme!
La tua casa sia come la casa di Peres,
che Tamar partorì a Giuda,
grazie alla posterità
che il Signore ti darà da questa giovane!».

Così Booz prese in moglie Rut. Egli si unì a lei e il Signore le accordò di concepire: ella partorì un figlio.

Commento

L’uomo che non ha accettato si riscattare Rut è privo della pienezza della vita, va in giro scalzo davanti agli anziani, non ha più nome ed è senza dignità.

Booz invece esercita il diritto di riscatto e tutto il popolo è testimone del matrimonio.

L’autore biblico sottolinea per due volte l’indicazione temporale “oggi”: è questo il tempo della salvezza, in cui si riannodano i fili di una storia d’amore interrotta.

Booz colloca la propria vita in una storia più grande, che è quella della famiglia di Noemi, perché prima di tutto ha a cuore la vita di Rut.

Gli anziani, che ratificano le nozze, chiamano Rut “donna”, che è lo stesso nome che Gesù rivolge a Maria e Maddalena. Possiamo dire allora che acquistare il nome di donna è il compito di tutta la vita. Inoltre, richiamando la memoria di Rachele e Lia, gli anziani innestano Rut nella radice del popolo di Israele.

Nella storia del popolo c’è anche Tamar, che diede alla luce Perez, antenato di Booz, era stata una donna emarginata, ma non aveva rinunciato al proprio compito, facendo scelte audaci e rischiando l’onore, senza però rinunciare alla realizzazione della promessa d’amore che aveva riconosciuto.

Dunque Booz prende in sposa Rut in una cornice di memoria e di benedizione.

L’esperienza di Booz e Rut ci dice che spesso le cose possono andare diversamente da come ci aspettiamo, ma proprio in quel percorso si fa spazio la salvezza.

Quando un uomo e una donna collaborano profondamente e sono pronti ad accogliere le conseguenze delle proprie decisioni, accettando i tempi dell’attesa e onorando tutte le persone coinvolte, senza tirarsi indietro, si fa strada la salvezza e il Signore può operare.

Dall’unione tra Booz e Rut nascerà un primogenito e un unigenito: questo è uno dei tratti che avvicina Rut a Eva e Maria, più che alle grandi madri di Israele.

Nella storia umana di Booz e Rut il Signore interviene e la trasforma in una storia divina: la collaborazione dei due coniugi apre la strada all’opera del Signore e alla manifestazione della sua grazia.

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