Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Sarai

Canto iniziale: Vorremmo dirti

Gv 1,40-42

Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Commento

A differenza dei passi precedenti, l’evangelista non precisa il tempo in cui avviene questo incontro, probabilmente perché intende richiamare l’attenzione su un altro aspetto della narrazione.

Cambiando il nome di Pietro in Cefa, Gesù compie un gesto molto forte, perché secondo la mentalità ebraica cambiare il nome di una persona significava plasmarne di nuovo la sua identità.

In realtà, Cefa, più che apparire un nuovo nome, sembra un soprannome amichevole e ironico con cui Gesù sottolinea la testardaggine di Simone.

Il nome Pietro può richiamare anche l’idea della solidità e della roccia e in questo senso, secondo Origene, il nome nuovo trae origine da colui che è la pietra per eccellenza, cioè Gesù, e indicherebbe dunque che Pietro appartiene a Gesù.

La parola chiave del brano è però “sarai”, che indica il potere di Gesù di dominare il tempo e di sapere in anticipo quale sarà la missione di Pietro.

Andrea annuncia a Simone di aver trovato il Messia: questa consapevolezza gli viene dall’aver seguito intenzionalmente il maestro e dall’aver dimorato con lui; questa esperienza porta Andrea a una professione di fede che dimostra il cammino da lui percorso.

Proprio la vicinanza di Andrea con Gesù è l’elemento su cui l’evangelista vuole attirare l’attenzione: ora, se la relazione con Gesù non viene comunicata nei rapporti con gli altri rischia di deteriorarsi, come avveniva con la manna nel deserto che non poteva essere conservata oltre un giorno. È dunque proprio per comunicare la propria esperienza che Andrea corre subito a chiamare Simone.

Secondo alcuni esegeti, il nome Simone sarebbe di origine ebraica, secondo altri, invece, sarebbe di origine greca; questa seconda opinione troverebbe conferma nel fatto che Simone e Andrea provenivano dalla Galilea, che era abitata dai pagani, e nel nome stesso di Andrea, anch’esso sicuramente greco. Infine, l’espressione “figlio di Giovanni”, potrebbe indicare, più che padre, il discepolato presso Giovanni Battista.

In ogni caso, appare evidente il ruolo più ridotto che Pietro svolge in questo incontro, nonostante il nome di Pietro ricorra 34 volte nel IV Vangelo ed è pertanto il più citato.  

Con il suo movimento di annuncio, Andrea si presente come guida, che conduce Pietro dal Signore. Nello stesso frangente lo sguardo penetrante di Gesù è connesso con la sua Parola: qui usa il verbo “sarai”, a indicare la missione di Simone, e solo alla fine del Vangelo Gesù chiederà a Pietro di seguirlo.

In questo brano, come anche in altri del IV Vangelo, Simone è in compagnia di Andrea oppure del discepolo amato, mentre è solo quando abbandona Gesù nel momento della passione e della crocifissione. In seguito, solo fidandosi della parola del discepolo, amato potrà incontrare di nuovo Gesù.

Tutto ciò ci fa vedere come anche la fede di Simone sia mediata dal compagno di strada che di volta in volta ha e che con la sua presenza gli permette di non far prevalere la testardaggine o la paura.

Come Simone imparerà dal discepolo amato a seguire Gesù, così anche noi siamo chiamati a seguire il Signore in compagnia di un altro fratello che possiamo imitare nella sua relazione personale con il Signore.

Questa è una bella notizia, che ci dà conforto e speranza: tutti, fin da bambini, siamo abituati a imitare e possiamo dunque attingere a questa risorsa per seguire il Signore in compagnia dei fratelli che ci guidano.

Canto finale: Sei apparso

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