Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Darà testimonianza di me

Gv 15,18-19.26-27; 16,1-4

Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto.

Commento

La situazione dei discepoli, odiati per la loro fede, è diversa da quella nostra, perché non siamo perseguitati, anche se nel mondo ci sono tanti altri cristiani che sono oggetto di odio per la loro esperienza di fede.

L'evangelista struttura i passi intorno a tre parole chiave (odio, persecuzione e morte) e predice ai discepoli che saranno tagliati fuori dal popolo, che vedranno recise le loro radici, che saranno considerati nemici dagli stessi fratelli e pericolosi per l'integrità della fede.

Nel concreto, i discepoli si troveranno a fare i conti con il male che prevarrà contro di loro solo perché hanno voluto bene al Maestro.

La realtà in cui sono immersi e il modo di vivere di chi li circonda sono uno ostacolo al loro credere in Gesù; proprio queste circostanze però sono anche il motivo per non mollare.

La tentazione di cedere riguarda anche noi, che non siamo solo immersi in una cultura che rende difficile credere in Gesù, ma siamo anche bloccati in una serie di abitudini quotidiane che ci portano lontano dal dono di noi stessi, dal servizio gratuito e da quelle situazioni che comportano l'abbassamento del nostro orgoglio.

In modo simile siamo spinti a pensare di aver fallito tutto, solo perché le nostre attese non trovano riscontro.

Con i discepoli e con noi Gesù non ha una parola consolatoria, ma dice semplicemente che il primo a essere odiato è stato proprio lui. Poi aggiunge anche una parola profetica, che nutre e fortifica i suoi: sarà lo Spirito a dare testimonianza di lui.

Di fronte alla paura e alla delusione dei discepoli lo Spirito sarà una forza prorompente, darà la certezza che essere figli non è cosa inutile, ricorderà che è bene per i discepoli restare uniti al Signore, che offre la sola strada per amare come lui. Solo in questo modo si potranno vincere odio, fallimento e male.

Lo Spirito porterà innanzitutto la vittoria sulla paura dei discepoli, al posto della quale germoglieranno la vita piena e la possibilità di vivere e amare come il Signore.

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