Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Sarà la pace

Canto iniziale: Kenosi

Mic 5,1-4

E tu, Betlemme di Èfrata,
così piccola per essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscirà per me
colui che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall’antichità,
dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui
fino a quando partorirà colei che deve partorire;
e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele.
Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore,
con la maestà del nome del Signore, suo Dio.
Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande
fino agli estremi confini della terra.
Egli stesso sarà la pace!

Commento

L’oracolo è rivolto a tutti coloro che credono nel Signore in periodo di grande ambiguità. La vita del Regno di Israele, infatti, è in pericolo: è diffusa la corruzione dei giudici, dei profeti e dei sacerdoti; le donne sono maltrattate; i figli vengono venduti come schiavi. In tutto questo gli uomini che sono al potere si considerano pii.

La dinastia davidica è interrotta, ma Dio, che è dalla parte dei piccoli e del popolo umiliato, promette che un discendente di Davide ritornerà sul trono, purché si verifichino due condizioni:

  • Il recupero degli inizi del popolo, quando gli ebrei erano schiavi in Egitto. Dio smentisce la logica per cui la salvezza verrà da Gerusalemme e afferma che verrà da Betlemme, un paesino insignificante, che simboleggia l’umiltà. La profezia di Michea è stata riferita alla nascita di Gesù, ma in realtà esprime la realizzazione della salvezza attraverso il segno dell’incremento della natalità, che dimostra che la vita si fa spazio.
  • I fratelli si uniranno. In quel momento nascerà un capo come Davide, re scelto per grazia di Dio e guidato dal Signore.

La notte di Natale, quando Dio decide di nascere, indica che la sua nascita avviene in un momento difficile. Il Figlio dunque decide di nascere di notte, nel silenzio, in un luogo insignificante, nell’ignoranza totale dei contemporanei, nell’ostilità di pochi che hanno respinto Giuseppe e Maria.

Tutto ciò dice che la misura del Signore è diversa dalla nostra, che è fatta di superficialità, perché non diamo il peso e il senso opportuno alle parole che ascoltiamo dagli altri.

La misura del Signore è nella profondità, pur nella noncuranza degli uomini e delle donne di allora come di ora.

Come vogliamo che gli altri esistano ai nostri occhi, che abbiano spazio i noi? Tante volte ci fermiamo di fronte alla grandezza di noi stessi, che però il Signore ci invita a bloccare per fare spazio alla profondità e alla grandezza altrui.

Canto finale: Oreb

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