Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Ho visto il Signore!

Canto iniziale: Quanta bellezza

Gv 20,11-18

Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Commento

Anche Maria, come i discepoli nel passo precedente, ha uno sguardo superficiale: non è attenta ai segni, vede gli esseri viventi che ha di fronte, ma non coglie la trasformazione di chi è tornato dalla morte.

Il suo cambiamento inizia quando si china a guardare dentro la tomba: anche per lei, come per i discepoli, come anche per noi, è necessario guardare alle morti, per cogliere i segni della vita nuova.

I due angeli evocano i due cherubini posti sul coperchio dell’arca dell’alleanza custodita nel sancta sancotorum del tempio di Gerusalemme. L’accostamento tra gli angeli lascia intuire che con la resurrezione il corpo di Gesù è il luogo dove Dio raduna il suo popolo, dov’è concentrata la gloria di Dio.

Come a Maria, anche a noi può succedere di non vedere la vita nuova a causa delle afflizioni che ci portiamo dentro: non basta piangere e non basta riconoscere i propri errori. Per vedere occorre avere il coraggio di guardare dentro ai segni, lasciandosi liberare dai sensi di colpa e dall’autocommiserazione: in ogni croce che ci raggiunge c’è una strada che ci riporta dal Dio vero, che ci rimette in contatto con la speranza e con la comunità.
Dentro di sé, però, Maria è ancora attaccata a un corpo morto e i suoi occhi tristi non le permettono di vedere Gesù.

Notiamo che in questo momento è Gesù a prendere la parola e a tessere un dialogo che rimette in cammino Maria e la riporta dai discepoli, cioè alla comunità. Con il suo intervento Gesù mette in discussione le aspettative di Maria e la nostalgia sterile del passato: chi vede il Signore risorto fa memoria del passato senza nostalgia e coltiva un ricordo gioioso.

Il passaggio chiave è la domanda di Gesù: “Chi cerchi?”. È la domanda che aveva posto ai primi discepoli all’inizio del IV Vangelo e che pone di nuovo anche noi, che però abbiamo una conoscenza di lui e una coscienza della nostra vita che non è più quella di prima. L’invito è dunque a tenere sempre presente i cambiamenti della nostra vita, in particolare nelle relazioni con gli altri, e a coltivare così un rapporto con il Signore che libera dal passato, che impedisce di ripiegarsi su se stessi e che fa emergere il desiderio di donarsi agli altri.

Le parole di Gesù risvegliano in Maria l’amore di cui aveva fatto esperienza in precedenza e la spingono a chiamarlo subito “maestro”. Maria però va oltre e chiama Gesù “Signore”: ormai Maria vede, ha colto la vita del Risorto, che la invia dai discepoli, qui per la prima volta nel IV Vangelo chiamati fratelli, perché, ora che Gesù è presso il Padre, anche i discepoli sono figli e quindi fratelli.

Canto finale: Piccolo cantico

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