Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Correre per vedere

Canto iniziale: Sei apparso

Gv 20,1-10

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. I discepoli perciò se ne tornarono di nuovo a casa.

Commento

Nel brano troviamo tre discepoli che corrono: Maria corre perché deve informare gli altri del furto del cadavere di Gesù. È angosciata, vede la pietra tolta, ma non crede. Anche i due discepoli corrono: Pietro entra nel sepolcro, osserva, ma neppure lui crede; il discepolo che Gesù amava invece si sporge senza entrare, aspetta Pietro, ma quando vede i segni, crede, intuisce cioè che il Signore è risorto.

La corsa di tutti e tre è dettata da sollecitudine, cura, attenzione, premura e rapidità: corrono per vedere che, dove sembra ci siano solo i segni della morte, possono esserci i segni di una vita senza fine.
Come i tre discepoli, anche noi siamo invitati a correre con sollecitudine e ad andare nei luoghi delle nostre morti.

Può correre come i tre discepoli chi ha un legame autentico e profondo con il Maestro.

I segni che i tre discepoli vedono sono gli stessi: la pietra tolta, i panni della sepoltura piegati e il sudario riposto, ma solo il discepolo che Gesù amava intuisce che il corpo non è stato rubato. Il discepolo aveva già visto i segni della morte, quando Gesù aveva risuscitato Lazzaro, che però non poteva togliersi da solo le bende e il sudario. Il fatto che le bende e il sudario di Gesù fossero piegati e riposti, dimostra che Gesù se li è tolti da solo, così come Gesù stesso nel IV Vangelo aveva detto: “Io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo” (Gv 10,17).

I segni che i discepoli vedono non sono straordinari né inequivocabili, ma sono ambigui, perché neppure la Scrittura, che sarà compresa solo dopo la resurrezione, poteva essere d’aiuto per intenderli.

Il discepolo che Gesù amava è aperto allo Spirito e intuisce la resurrezione di Gesù proprio in forza di quel rapporto di amore ininterrotto che lo lega a Gesù.

Possiamo dire che non esiste una relazione personale con Gesù, se non c’è la cura per le relazioni interpersonali con gli altri. D’altra parte, lo Spirito ispira sempre l’unione e mai la contrapposizione, per questo il rapporto con il Signore trova la sua certezza nella comunione con i fratelli.

Canto finale: In mezzo a noi

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