Tema: Non va bene quello che fai!
Canto iniziale: Salmo 127
Es 18,17-24
Il suocero di Mosè gli disse: «Non va bene quello che fai! Finirai per soccombere, tu e il popolo che è con te, perché il compito è troppo pesante per te; non puoi attendervi tu da solo. Ora ascoltami: ti voglio dare un consiglio e Dio sia con te! Tu sta’ davanti a Dio in nome del popolo e presenta le questioni a Dio. A loro spiegherai i decreti e le leggi; indicherai loro la via per la quale devono camminare e le opere che devono compiere. Invece sceglierai tra tutto il popolo uomini validi che temono Dio, uomini retti che odiano la venalità, per costituirli sopra di loro come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di decine. Essi dovranno giudicare il popolo in ogni circostanza; quando vi sarà una questione importante, la sottoporranno a te, mentre essi giudicheranno ogni affare minore. Così ti alleggerirai il peso ed essi lo porteranno con te. Se tu fai questa cosa e Dio te lo ordina, potrai resistere e anche tutto questo popolo arriverà in pace alla meta». Mosè diede ascolto alla proposta del suocero e fece quanto gli aveva suggerito.
Commento
Mosè era sovraccarico di lavoro e forse si aspettava una parola di lode da parte di Ietro per l’impegno e lo spirito di sacrificio. Ietro, invece, giudica pericolosa la modalità di servizio che Mosè ha scelto e interviene in maniera dura con una correzione forte, relativa a due aspetti:
- non va bene che Mosè sia solo, perché la solitudine è sempre mortale e fa male alla persona che è sola e agli altri per cui si spende
- non va bene che non ci siano altri uomini, diversi da Mosè, nella gestione di tutto ciò che serviva al popolo, perché solo da chi è diverso si può ricevere un aiuto per realizzare il proprio compito e per fare il bene di tutti.
Ietro vede chiaramente il rischio che Mosè possa soccombere, con conseguenze negative per lo stesso popolo, che sarà privato della guida.
Per questi motivi Ietro dà a Mosè delle indicazioni pratiche:
- suddividere i compiti sulla base di criteri confrontati con il dono che il popolo ha ricevuto
- tenere chiaro il ruolo di Mosè, che è chiamato a essere mediatore tra Dio e il popolo, senza mischiarlo con altri compiti della gestione quotidiana, che devono invece essere affidati ad altre persone ben preparate.
Ietro invita dunque Mosè a scegliere con uno sguardo profetico dei collaboratori e a formarli in vista dei compiti che riceveranno. Soprattutto, Ietro suggerisce a Mosè le caratteristiche dei collaboratori, che devono essere coraggiosi, affidabili e senza interessi personali.
Ne viene un’indicazione su come condividere la responsabilità della comunità: persone con i tratti sottolineanti da Ietro permettono la condivisione e la corresponsabilità e generano un’autorità diffusa e comunitaria che spiana la strada al bene per tutti.