Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Che cos’è questo che fai?

Canto iniziale: Uniti a te

Es 8,1-16

Ietro, sacerdote di Madian, suocero di Mosè, venne a sapere quanto Dio aveva operato per Mosè e per Israele, suo popolo, cioè come il Signore aveva fatto uscire Israele dall’Egitto. Allora Ietro prese con sé Sipporà, moglie di Mosè, che prima egli aveva rimandata, con i due figli di lei, uno dei quali si chiamava Ghersom, perché egli aveva detto: «Sono un emigrato in terra straniera», e l’altro si chiamava Elièzer, perché: «Il Dio di mio padre è venuto in mio aiuto e mi ha liberato dalla spada del faraone». Ietro dunque, suocero di Mosè, con i figli e la moglie di lui, venne da Mosè nel deserto, dove era accampato, presso la montagna di Dio. Egli fece dire a Mosè: «Sono io, Ietro, tuo suocero, che vengo da te con tua moglie e i suoi due figli!». Mosè andò incontro al suocero, si prostrò davanti a lui e lo baciò; poi si informarono l’uno della salute dell’altro ed entrarono sotto la tenda. Mosè raccontò al suocero quanto il Signore aveva fatto al faraone e agli Egiziani a motivo di Israele, tutte le difficoltà incontrate durante il viaggio, dalle quali il Signore li aveva liberati. Ietro si rallegrò di tutto il bene che il Signore aveva fatto a Israele, quando lo aveva liberato dalla mano degli Egiziani. Disse Ietro: «Benedetto il Signore, che vi ha liberato dalla mano degli Egiziani e dalla mano del faraone: egli ha liberato questo popolo dalla mano dell’Egitto! Ora io so che il Signore è più grande di tutti gli dèi: ha rivolto contro di loro quello che tramavano». Ietro, suocero di Mosè, offrì un olocausto e sacrifici a Dio. Vennero Aronne e tutti gli anziani d’Israele, per partecipare al banchetto con il suocero di Mosè davanti a Dio.

Il giorno dopo Mosè sedette a render giustizia al popolo e il popolo si trattenne presso Mosè dalla mattina fino alla sera. Allora il suocero di Mosè, visto quanto faceva per il popolo, gli disse: «Che cos’è questo che fai per il popolo? Perché siedi tu solo, mentre il popolo sta presso di te dalla mattina alla sera?». Mosè rispose al suocero: «Perché il popolo viene da me per consultare Dio. Quando hanno qualche questione, vengono da me e io giudico le vertenze tra l’uno e l’altro e faccio conoscere i decreti di Dio e le sue leggi». 

Commento

Nei capitoli immediatamente precedenti, grazie alla Legge affidata a Mosè sul monte Sinai, il popolo ha compreso meglio la propria identità e chi è il Dio che si è fatto presente in terra straniera, ascoltando il grido di sofferenza del popolo schiavo. Tutto ciò accade quando il popolo fa esperienza di libertà e si deve organizzare con una rete di relazioni che permetta a tutti di vivere insieme.

Nel capitolo 16 vediamo che Ietro va incontro a Mosè e al popolo e si rallegra per quanto ha compiuto Dio. Il clima è disteso e sereno e Mosè facilmente si riconcilia con una parte del proprio passato. Grazie alla visita di Ietro Mosè ritesse le relazioni che si erano rotte ed entra a farsi una chiacchierata con lui. Questi due uomini condividono tutto quel pezzo di vita che li ha visti lontani. In questo frangente Mosè prende consapevolezza dell’opera che il Signore ha compiuto attraverso di lui.

Anche Ietro, che non era ebreo, si meraviglia per quanto il Signore ha compiuto per Mosè e per il popolo, perciò offre sacrifici al Dio di Mosè e poi organizza anche un banchetto con tutti gli anziani del popolo: è una grande festa per tutti.

Il giorno dopo però il clima cambia: Mosè si ritrova a dover rendere giustizia sulle innumerevoli controversie presentate dal popolo. Questa comunità appena liberata, che muove i primi passi verso la realizzazione delle promesse di Dio, ha già molte questioni da risolvere. Venuta meno l’esigenza di opporsi alle difficoltà che venivano dall’esterno, è molto più difficile il discernimento da fare nella vita ordinaria della comunità: trovare il modo per riconoscere le cose più giuste non è spontaneo. Mosè si dedica con un impegno instancabile ed è tutto proteso all’ascolto del popolo. 

Ietro coglie un piccolo particolare, che è però un problema piuttosto grosso: non dice qual è il problema, ma interroga Mosè, chiede dei chiarimenti e delicatamente insinua dei dubbi sul suo operato. 

La riposta di Mosè è molto attuale: non risponde in modo diretto, ma, come se Ietro non l’avesse già visto, dice ciò che sta facendo per rispondere alla chiamata del Signore a essere guida del popolo. 

Canto finale: Un amore nuovo

Questo sito utilizza cookie atti a migliorare la navigazione degli utenti.
Chiudendo questo banner tramite il pulsante "ACCETTA" e proseguendo la navigazione sul sito se ne autorizza l'uso in conformità alla nostra Cookie Policy