Tema: Cadere all’ingresso di casa
Canto iniziale: Perdonami
Gdc 19,25b-30
Allora il levita afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro. Essi la presero e la violentarono tutta la notte fino al mattino; la lasciarono andare allo spuntar dell’alba. Quella donna sul far del mattino venne a cadere all’ingresso della casa dell’uomo presso il quale stava il suo padrone, e là restò finché fu giorno chiaro. Il suo padrone si alzò alla mattina, aprì la porta della casa e uscì per continuare il suo viaggio, ed ecco che la donna, la sua concubina, giaceva distesa all’ingresso della casa, con le mani sulla soglia. Le disse: «Àlzati, dobbiamo partire!». Ma non ebbe risposta. Allora il marito la caricò sull’asino e partì per tornare alla sua abitazione. Come giunse a casa, si munì di un coltello, afferrò la sua concubina e la tagliò, membro per membro, in dodici pezzi; poi li spedì per tutto il territorio d’Israele. Agli uomini che inviava ordinò: «Così direte a ogni uomo d’Israele: “È forse mai accaduta una cosa simile da quando gli Israeliti sono usciti dalla terra d’Egitto fino ad oggi? Pensateci, consultatevi e decidete!”». Quanti vedevano, dicevano: «Non è mai accaduta e non si è mai vista una cosa simile, da quando gli Israeliti sono usciti dalla terra d’Egitto fino ad oggi!».
Commento
Il Libro dei Giudici è un testo tragico, perché racconta la storia di Israele in periodo buio. Si ha l’impressione che in questo periodo dilaghino il disordine, la giustizia sommaria e il degrado sociale.
L’autore del libro concentra l’attenzione su molte donne, che appartengono alla parte debole della società e diventano protagoniste di scene di violenza. Sono la cartina al tornasole che mette in evidenza la corruzione e la decadenza del popolo.
Protagonista del brano è un uomo che appartiene alla tribù di Levi e ha una concubina, la quale, però, provando avversione verso l’uomo, decide di lasciarlo e di tornare dal padre, compiendo così un gesto di grande autonomia. Il marito vuole riavere con sé la donna e va da lei per parlare al suo cuore, ma, in realtà si intrattiene per un tempo molto lungo (cinque giorni) a parlare con il suocero. Il loro dialogo diventa una prova di forza, tanto che, se anche apparentemente viene onorata l’ospitalità, in realtà i due uomini sembrano confrontarsi sulla capacità di imporre le proprie decisioni.
Solo nel pomeriggio del quinto giorno il levita riesce a partire con la donna e, durante il viaggio, a causa dell’ora tarda, decide di fermarsi nel territorio di Beniamino, nella città di Gàbaa, dove però non trova accoglienza, fino a quando un vecchio, di ritorno dal lavoro nei campi, non li fa entrare in casa propria e li fa cenare.
A questo punto alcuni uomini pervertiti, che rappresentano il popolo eletto, circondano la casa e bussano con insistenza, perché vogliono abusare del levita. Di contro il vecchio, in nome dell’ospitalità sacra, offre in cambio la propria figlia e la donna del levita, che a sua volta abbandona solo la concubina alla violenza degli uomini.
Qui comincia il brano che riporta la storia più raccapricciante e macabra nella Scrittura. Quegli uomini avevano intenzione di umiliare il levita e concludono che bastava stuprare la sua donna tutta la notte.
Al mattino il levita trova la donna esanime sulla soglia di casa e le prime parole che le rivolge sono: “Àlzati, dobbiamo partire!”. La non risponde alla richiesta del marito, perché forse è già morta o è svenuta. Il levita la carica sull’asino e, tornato a casa, compie l’atrocità di tagliare il corpo della donna in dodici pezzi nel nome della giustizia: è il segno del torto subito e della vendetta che promette contro chi l’ha offeso.
Questa donna ha il nome di tutte le donne che non sono viste, sono considerate proprietà e sono trattate come oggetto del diritto alla gratificazione.
In questa storia Dio tace e fa lo stesso anche con noi, quando nel rapporto con le donne usiamo quella violenza che nega la loro persona e il modo di pensare.
Dio sta nello strazio senza voce della donna e di tutto coloro che subiscono violenza: quando una persona è ridotta a pezzi da qualcuno, anche Dio è ridotto a pezzi; quando una donna è pensata a pezzi, Dio è proprio là. Questa storia ha lo scopo di suscitare sdegno e sgomento e ogni pezzo del corpo della donna lancia un grido di denuncia, che è la parola di Dio.
Così, anche l’ospitalità e la giustizia possono essere deformate, quando sono affidate a una sola parte dell’umanità.