Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Ora ascolta anche tu

Canto iniziale: Un Dio così

I Sam 28,16-25

Samuele rispose: «Perché mi vuoi consultare, quando il Signore si è allontanato da te ed è divenuto tuo nemico? Il Signore ha fatto quello che ha detto per mezzo mio. Il Signore ha strappato da te il regno e l’ha dato a un altro, a Davide. Poiché non hai ascoltato la voce del Signore e non hai dato corso all'ardore della sua ira contro Amalèk, per questo il Signore ti ha trattato oggi in questo modo. Il Signore metterà Israele insieme con te nelle mani dei Filistei. Domani tu e i tuoi figli sarete con me; il Signore metterà anche le schiere d’Israele in mano ai Filistei». All’istante Saul cadde a terra lungo disteso, pieno di terrore per le parole di Samuele; inoltre era già senza forze perché non aveva mangiato nulla tutto quel giorno e tutta quella notte. Allora la donna si accostò a Saul e, vedendolo sconvolto, gli disse: «Ecco, la tua serva ha ascoltato la tua voce. Ho esposto al pericolo la mia vita per ascoltare la parola che tu mi hai detto. Ma ora ascolta anche tu la voce della tua serva. Voglio darti un pezzo di pane: mangia e così riprenderai le forze, perché devi rimetterti in viaggio». Egli rifiutava e diceva: «Non mangio». Ma i suoi servi insieme alla donna lo costrinsero ed egli ascoltò la loro voce. Si alzò da terra e sedette sul letto. La donna aveva in casa un vitello da ingrasso; si affrettò a ucciderlo, poi prese la farina, la impastò e gli fece cuocere pani azzimi. Mise tutto davanti a Saul e ai suoi servi. Essi mangiarono, poi si alzarono e partirono quella stessa notte.

Commento

Il capitolo si apre con la notizia della morte del profeta Samuele e dell’assembramento delle truppe dei Filistei, con cui si alleato Davide con il proprio esercito.

Saul si accorge dell’inferiorità numerica del proprio esercito e invoca il Signore, che però non gli risponde. A questo punto chiede ai propri collaboratori di cercare una negromante per conoscere la volontà di Dio e questi gli indicano la maga di Endor. Saul, che in precedenza aveva vietato qualsiasi forma di magia e negromanzia, si traveste e si reca dalla maga, chiedendole di evocare lo spirito di Samuele.
Così avviene, dopo qualche reticenza da parte della maga: lo spirito del profeta, innanzitutto, smaschera l’identità di Saul e poi preannuncia, come aveva già fatto quando era ancora in vita, l’abbandono di Saul da parte di Dio e la prossima sconfitta.

Saul appare stupito di essere stato abbandonato da Dio, ma in realtà aveva ricevuto questa rivelazione da parte di Samuele già in precedenza. Il motivo dell’abbandono sta nel comportamento di Saul, che in passato non aveva obbedito a Dio.
Alla rivelazione di Samuele per mezzo della maga Saul appare sconvolto e sviene. La donna osserva Saul, vede che è distrutto, gli chiede di obbedire alla propria richiesta e gli prepara un pasto: alla fine Saul cede e poi riprende il cammino.

Questa maga, che è prima di tutto una donna, ha la capacità di vedere l’uomo che ha di fronte per ciò che è, mette tutto il resto da parte e si concentra su di lui; agisce in modo attivo e determinato; impiega tutto ciò che sa fare e appena ottiene un sì, agisce. È evidente che ha la capacità di agire e di consolare e lo fa con un uomo che l’aveva esposta a rischio di morte. Il suo è un gesto di tenerezza sovrabbondante, necessario per custodire la vita. Forse con il proprio mestiere la donna non aveva rispettato i morti, ma con l’ospitalità offerta a Saul fa l’ultimo gesto di rispetto non per il re, ma prima di tutto per l’uomo.

Malgrado il suo mestiere, questa donna è dalla parte della vita e perciò in grado di rivelare con le sue azioni, la presenza di Dio nella vita di Saul.

Canto finale: Uniti a te

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