Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
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Tema: Deporre il narcisismo come Tommaso

Canto iniziale: Oggi

Gv 11,11-16

Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

Commento

Il contesto del brano è quello dell’ultimo segno di Gesù, cioè la resurrezione di Lazzaro. Lo scopo del racconto dell’evangelista è di mostrare Gesù non come il Messia atteso da Israele, ma come il Messia capace di dare la vita nei fatti quotidiani in cui è coinvolto.

Si coglie uno scarto tra ciò che Gesù dice e quanto i discepoli comprendono: per il Signore le cose che accadono e le parole che pronuncia hanno sempre un senso profondo e l’evangelista è attento a sottolineare questo atteggiamento di Gesù.

In questo senso anche il fatto che Gesù si dica contento di non essere stato presente alla morte di Lazzaro invita a una lettura più profonda. Gesù è contento perché i discepoli grazie all’ultimo segno faranno un salto nella loro fede, cioè potranno credere che il Signore è colui che dà la vita.

Gesù parla ai suoi apertamente, cioè con parresia, con libertà di parola, perché intende esprimere ai discepoli una verità più profonda.

Di contro Tommaso fa un’affermazione ambivalente, che va inquadrata nella sua personalità, caratterizzata dalla tendenza a fraintendere le parole e l’agire di Gesù. Anche in questo caso Tommaso considera che le cose che accadono debbano avere il senso che lui ha individuato secondo i propri piani: per lui andare da Lazzaro in Giudea significa rischiare grosso per un motivo di poco conto, com’è il fatto che Lazzaro si è semplicemente addormentato.

Gesù sottolinea che Lazzaro è il “nostro” amico. Quel possessivo dimostra che c’è una comunità cementata all’interno da rapporti profondi di amicizia, grazie ai quali sarà possibile l’azione autorevole di Gesù, che si rivela come colui che dà la vita.

In generale, Tommaso è il discepolo che interviene con forza per far valere il proprio punto di vista. Per questo motivo possiamo dire che ha una sorta di tendenza narcisista. Anche in questo caso capisce la decisione di Gesù di andare in Giudea, ma fa una dichiarazione plateale, in cui si presenta come un combattente valoroso: Tommaso punta solo su sé stesso, si considera un eroe, del cui valore rimarrà memoria.

Questo atteggiamento è possibile anche nei tempi di ripresa come settembre, quando stiliamo i nostri progetti e facciamo leva su ciò che pensiamo di poter fare, cercando di coinvolgere il Signore. Con un approccio simile c’è il rischio di non farcela, perché puntiamo su noi stessi e cerchiamo che il Signore sia dalla nostra parte.

Gesù invita Tommaso a fare un passo in avanti nella fede, gli chiede di stare con lui, cercando di cogliere i suoi sentimenti, quelli delle persone con cui cammina, di condividere un mondo profondo non di emozioni ma di affetti, che lega Gesù e i discepoli agli amici di Betania, di riconoscere il mistero della vita che si afferma, passando attraverso la sofferenza.

Tommaso passa da una fede moralistica, centrata sul proprio impegno, a una fede più umana, più vera, più integrata nella vita che si vive, che fa stare con Gesù e fa sperimentare la sua presenza in tutte le esperienze.

La fede di Tommaso arriverà ad abbandonare gli atti eroici. E così anche il nostro credere è chiamato a fare questo salto, per dare la vita non per le strutture, ma per coloro che amiamo. In altri termini ogni vero cambiamento parte dalla vita che rintracciamo, dalle relazioni, dalla costruzione di legami vissuti nella prospettiva della vita che supera la morte.

Canto finale: Amore che si fa

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