Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Dove sei? Che hai fatto?

Canto iniziale: Dentro l’anima

Gen 3,4-13; 4,1-2; 5,1-5

Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l’uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo grazie al Signore». Poi partorì ancora Abele, suo fratello. Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo. Questo è il libro della discendenza di Adamo. Nel giorno in cui Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio; maschio e femmina li creò, li benedisse e diede loro il nome di uomo nel giorno in cui furono creati. Adamo aveva centotrenta anni quando generò un figlio a sua immagine, secondo la sua somiglianza, e lo chiamò Set. Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie. L’intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì.

Commento

I momenti di crisi delle relazioni sono le occasioni in cui siamo chiamati dalle circostanze a dare una risposta nuova alla domanda sulla propria identità. È importante che le identità non si confondano, ma che si aggiornino. Oggi il brano ci porta vicino all’albero “inter-detto”, l’unico albero, sotto il quale non si raccoglievano frutti, ma ci si poteva fermare per parlarsi e per ascoltarsi faccia a faccia.

Questo “inter-dire” porta a scambiarsi domande e riposte. È lo spazio in cui parlare per tenere viva la differenza, per accrescere la conoscenza reciproca e per alimentare il dialogo e lo scambio.

Vietando di cogliere i frutti dell’albero, Dio aveva chiesto un sacrifico, che non è cruento, ma essenziale per costruire l’identità reciproca: è una piccola morte, colma di vita, perché porta il risultato del dono reciproco tra Dio e l’uomo. Questo sacrificio immette una discontinuità nell’uso del giardino, che istaura lo spazio dell’incontro.

In tutto ciò Dio non dà per scontato la riposta dell’uomo, ma aspetta, lascia liberi Adamo ed Eva, perché non vuole accaparrarseli. La risposta negativa dell’uomo dimostra la sua effettiva libertà e anche la perseveranza di Dio.

Da questo momento in poi Adamo ed Eva non sono più ingenui nei confronti di Dio, che ora vedono solo come interlocutore, e non più come il benefattore. Inoltre, diventano coscienti della propria nudità e comprendono di essere sotto la Parola di Dio, nel senso che la loro vita dipende dalla Parola di Dio.

Da qui comincia anche una storia di desolazione: tutto inizia a crollare e si deve modificare. Con quel “no” di Adamo ed Eva cambia la vita dell’uomo e il crollo porta giù tutto il resto della loro vita, compresa la coscienza di Dio.

Invadere lo spazio sacro significa, allora, rifiutare la relazione con chi è diverso e implica l’assolutizzazione di sé stessi. Dio non crolla, è tirato giù, ma allo stesso tempo è fermo nell’intento di condividere la propria gioia con l’uomo. È misericordioso e il segno della sua misericordia sono i figli che Adamo ed Eva avranno. In questo senso la storia diventa quella perseveranza di Dio, della Sua parola che continua a risuonare e della discendenza che da Adamo giungerà fino a Noè, l’uomo salvato. La storia che Dio scrive è gioiosa, perché la Parola di Dio non si esaurisce mai e da parte dell’uomo c’è sempre la possibilità del suo ascolto.

Canto finale: Perdonami

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