Tema: È lecito?
Canto iniziale: Vorremmo dirti
Lc 6,6-11
Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
Commento
È una delle situazioni polemiche, attestata da tutti i sinottici, in cui Gesù si trova in contrasto con i giudei. Il punto è relativo al peso che la legge del sabato aveva assunto al tempo di Gesù.
Questa legge è uno dei fondamenti della Torah, ha un peso importante e intima il riposo all’uomo in nome del riposo di Dio. Per l’ebraismo è uno dei valori non negoziabili. Non è solo la commemorazione di ciò che ha fatto Dio, ma implica il fatto di rimanere nello spirito della creaturalità, di riconoscere Dio come creatore e di rispettare la creazione. In questo senso il sabato è stato definito un piccolo giubileo, che tiene viva la libertà che è dono di Dio.
In Es 20,8-11, infatti, leggiamo che anche gli schiavi, gli stranieri, il bestiame e i migranti devono riposare, perché tutti devono essere protetti dal rischio di un lavoro che invade tutta la vita e aliena il tempo dell’uomo. Qui c’è l’eco del dono di Dio, che libera il popolo dalla schiavitù in Egitto.
La scena tratteggiata da Luca vede al centro un uomo con una mano paralizzata. La Legge vieta di sabato qualsiasi azione che sia simile a un lavoro. Perciò tutti guardano che cosa farà Gesù.
Il conflitto è la tra Legge e la condizione di quell’uomo. Gesù trasgredisce la Legge non negoziabile per occuparsi di quell’uomo, eppure possiamo dire che, così facendo, realizza pienamente la Legge.
Oltre all’azione, sono importanti le parole che Gesù pronuncia: “Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?” Non è secondario che dica “domando a voi”. Gesù ha già deciso sapientemente e ora, rivolgendo questa domanda ai presenti, coinvolge tutti nel percorso che lui stesso ha fatto.
Con questa frase Gesù fonda il primato della coscienza: nessuno è padrone del bene o del male. Non è possibile poggiarsi sulla Legge per comodità.
Coscienza, libertà e responsabilità sono le tre dimensioni che prendono corpo quando dobbiamo distinguere dov’è il bene e dov’è il male. Chi non vuole usare queste tre caratteristiche della decisione si appoggia sulla Legge, sui principi, sui valori, per avere poi le mani libere e agire come meglio crede. In questo modo però si sacralizza la Legge, assegnandole il posto che invece è di Dio.
Le parole di Gesù sono un rimprovero e allo stesso tempo onorano la Legge nel suo significato più profondo. In questo modo, infatti, Gesù ci fa vedere come la sapienza è ciò che ci guida a portare i grandi valori a misura della vita dell’uomo.