Tema: Andare in Galilea
Canto iniziale: Sei apparso
Mt 28,5-10.16-20
L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto». Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno». Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Commento
Il segno della Resurrezione nel brano di questa sera è andare in Galilea. Tutti e quattro i Vangeli sono d’accordo su questo appuntamento dato da Gesù ai suoi; il che significa che è un elemento importante, su cui soffermarsi.
In questo senso la Galilea può essere una chiave per comprendere il rapporto nuovo che Gesù Risorto ha con i suoi e con noi.
- Galilea, il luogo del quotidiano. Dopo la morte di Gesù i discepoli pensano che ormai l’avventura con lui sia finita. Tornare in Galilea significa dunque tornare dove tutto è cominciato e chiudere la parentesi di vita condivisa con Gesù. Il Risorto però viene a scuotere i discepoli e anche noi e ci invita ad accorgerci che il quotidiano è cambiato e che niente di ciò che fa le nostre giornate gli è estraneo.
- Galilea, il luogo in cui tutto ha inizio. In Galilea i discepoli hanno incontrato Gesù per la prima volta e hanno ricevuto la chiamata. Tornare lì significa allora riandare alla prima irrepetibile esperienza dell’incontro con Gesù, che rimane paradigmatica anche per noi. Significa riascoltare le prime parole “vieni e seguimi”, che ci chiedono anche oggi di allargare lo sguardo e le relazioni.
- Galilea, il luogo del lavoro. In Galilea Gesù Risorto ci vuole dare l’opportunità di ricominciare dopo il fallimento, l’abbandono e il rinnegamento. Tornare lì significa avere la consapevolezza di non essere quelli che pensavamo di essere, significa considerare che ciò che è accaduto non è avvenuto invano, e che, proprio per ciò che è accaduto nella nostra storia, noi siamo già diversi.
- Galilea, il luogo di confine. È una regione di confine, lontana dalla grandiosità di Gerusalemme e delle solennità del tempio. Tornare lì significa ricominciare da una prospettiva nuova, che lascia i vecchi confini, che abbraccia un mondo più largo. È il luogo della concretezza della vita quotidiana e della ferialità, in cui si incontrano amici che viaggiano e si aiutano reciprocamente ad aprire gli occhi per riconoscere di non essere più soli. I discepoli tornano in Galilea da traditori, per consegnare le proprie piccolezze, il proprio fallimento e persino il proprio dubbio persistente sulla resurrezione. E proprio lì, anziché ricevere un giudizio o un rimprovero, ricevono una responsabilità, diventano testimoni e abbracciano una vita nuova.