Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Perché tu sia felice

Rt 3,1-7

Un giorno Noemi, sua suocera, le disse: «Figlia mia, non devo forse cercarti una sistemazione, perché tu sia felice? Ora, tu sei stata con le serve di Booz: egli è nostro parente e proprio questa sera deve ventilare l’orzo sull’aia. Làvati, profùmati, mettiti il mantello e scendi all’aia. Ma non ti far riconoscere da lui prima che egli abbia finito di mangiare e di bere. Quando si sarà coricato – e tu dovrai sapere dove si è coricato – va’, scoprigli i piedi e sdraiati lì. Ti dirà lui ciò che dovrai fare». Rut le rispose: «Farò quanto mi dici». Scese all’aia e fece quanto la suocera le aveva ordinato. Booz mangiò, bevve e con il cuore allegro andò a dormire accanto al mucchio d’orzo. Allora essa venne pian piano, gli scoprì i piedi e si sdraiò.

Commento

Dopo aver superato la prova del tempo, cioè dopo essere stata perseverante, Rut non è più straniera e Noemi prende la parola per esprimere il proprio desiderio che Rut sia felice.

Noemi tiene alla felicità di Rut più che alla propria sicurezza e per questo motivo indica di nuovo una strada alla nuora.

Ormai la carestia è finita e le due donne si possono occupare di ciò che è meglio: non si può vivere infelicemente e non si può essere felici da soli.

La felicità, secondo la Parola di Dio, è sempre la felicità dell’altro e per Noemi e Rut è arrivato il tempo di discernere i passi più adatti.

In questo senso ventilare ha proprio il significato di distinguere ciò che è necessario da ciò che non lo è.

Nel concreto Noemi invita Rut a profumarsi, cioè a mettere in gioco tutto quello che è nelle sue possibilità, perché la felicità possa germogliare, la invita a rendersi attraente, per stimolare il sentire di Booz e per entrare in contatto con la dimensione del desiderio di Booz.

Anche Booz deve fare il suo discernimento, ma Noemi raccomanda a Rut di non imporsi ma di porsi accanto, lasciando all’altro la libertà di accoglierla o respingerla.

L’azione del ventilare è un’opera simbolica dell’uomo e di Dio insieme, perché senza vento le scorie rimangono mischiate: occorre far passare dal ventilabro, che è l’incontro con l’altro, anche le proprie speranze, che in questo caso sono legate all’incontro con Booz.

Così l’aia di Booz, che è già stata in precedenza il luogo dell’accoglienza, ora è il luogo della teofania, in cui la felicità può venire dal dono dell’altro.

In questo modo di fare di Rut si manifesta la redenzione dal peccato delle figlie di Lot: Rut non si pone con l’inganno, con la prevaricazione, non approfitta, osa l’intimità ma senza privare Booz della libertà, non lo ubriaca, ma evita di provocare in lui dei movimenti privi di riflessione.

In questo episodio emergono l’ascolto, la docilità e l’obbedienza di Rut che passano attraverso i suoi piedi: solo nell’azione, infatti, Rut può comprendere il disegno di Dio, senza pensarci troppo prima, e può agire così, perché non ha sospetti, è fiduciosa e ha speranza.

Ancora una volta sulla parola di Noemi Rut rischia la propria vita e aspetta con pazienza.

Preghiera finale: Padre nostro

Questo sito utilizza cookie atti a migliorare la navigazione degli utenti.
Chiudendo questo banner tramite il pulsante "ACCETTA" e proseguendo la navigazione sul sito se ne autorizza l'uso in conformità alla nostra Cookie Policy