Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Rimanere

Rt 2,19-23

La suocera le chiese: «Dove hai spigolato oggi? Dove hai lavorato? Benedetto colui che si è interessato di te!». Rut raccontò alla suocera con chi aveva lavorato e disse: «L’uomo con cui ho lavorato oggi si chiama Booz». Noemi disse alla nuora: «Sia benedetto dal Signore, che non ha rinunciato alla sua bontà verso i vivi e verso i morti!». E aggiunse: «Quest’uomo è un nostro parente stretto, uno di quelli che hanno su di noi il diritto di riscatto». Rut, la moabita, disse: «Mi ha anche detto di rimanere insieme ai suoi servi, finché abbiano finito tutta la mietitura». Noemi disse a Rut, sua nuora: «Figlia mia, è bene che tu vada con le sue serve e non ti molestino in un altro campo». Ella rimase dunque con le serve di Booz a spigolare, sino alla fine della mietitura dell’orzo e del frumento, e abitava con la suocera.

Commento

Dopo una giornata piena di lavoro Rut condivide con Noemi sia il pane sia il proprio vissuto. Questo è il frutto più importante della giornata, perché Rut non trattiene per sé tutto quello che ha fatto e non lo considera una cosa privata.

Nel dialogo con Noemi, Rut ha la possibilità di fare nuove scoperte e di capire come la persona che ha incontrato sia più di un semplice benefattore.

Grazie alla presenza e alla parole di Noemi si fa strada nella vita di Rut l’intervento di Dio.

Rut rimane una donna rigorosa nel lavoro e aperta al dialogo con gli altri, è una donna curva a raccogliere le spighe ma non è ripiegata su sé stessa.

Ha ben chiaro che cosa le è accaduto, ma raccontarlo a Noemi le permette di chiarirsi le idee. Allo stesso tempo le parole di Noemi portano Rut a collocare i fatti del giorno in una prospettiva che apre al domani.

Noi spesso viviamo solo nel presente e facciamo fatica ad ascoltare gli altri oppure viviamo le nostre giornate in preda alle emergenze.

Così, però, sbarriamo la porta a una comprensione più ampia di ciò che sta accadendo e la vita quotidiana rimane rinchiusa nella stanchezza e nelle emergenze. Non è questa la vera vita.

La vita è vera e vivibile se siamo in grado di guardare un po’ più lontano, di aprirci a uno sguardo condiviso con gli altri. In questo modo possiamo evitare di essere schiacciati dalla fatica e dalla solitudine.

Il dialogo tra Noemi e Rut ci fa vedere come ascoltare e chiedere il punto di vista degli altri siano i due segni della condivisione, che è possibile se non si teme di essere giudicati.

Con le sue parole Noemi mette Booz in relazione a Dio e mette in evidenza che il Signore è il vero protagonista di questo incontro.

Noemi ha una coscienza viva della propria storia che le permette di porsi quasi come il crocevia di tutte le relazioni e di annodare i fili dei fatti alla relazione con Dio.

L’invito che Noemi rivolge a Rut è quello di rimanere con le schiave di Booz, anche se non è una schiava.

In questo modo Noemi invita Rut ad attraversare la prova del tempo. Finora Rut ha dimostrato di essere rigorosa e coraggiosa; ma le scelte, anche radicali, e il rigore nel lavoro non bastano per vivere l’amore.

In altri termini, non basta l’incendio della generosità di un momento: occorre che la fiamma dell’amore si trasformi in brace duratura.

Rut avrebbe potuto andare in giro per campi per spigolare e così avrebbe potuto incontrare persone molto interessanti e occasioni favorevoli per la propria vita, avrebbe potuto anche emanciparsi. Questo atteggiamento però l’avrebbe portata a girare a vuoto.

Invece è invitata da Noemi a cogliere la logica del seme, così come ce la presenta Gesù, che si radica nel solco in cui è caduto. È la logica che corrisponde alla virtù della perseveranza, che chiede di rinunciare ad altre scelte possibili e allettanti.

Perché un cammino di salvezza si compia, sono necessarie le nostre capacità ma anche la nostra volontà di rimanere fino alla fine, perché ciò che abbiamo scelto rifiorisca, superando l’illusione di trovare le vie e i modi per trovare da soli ciascuno la propria salvezza.

Le energie che investiamo nella perseveranza sono doni che lo Spirito ci fa per portare fino in fondo le scelte di amore che abbiamo fatto.

In questo modo, affrontando la prova prospettata da Noemi, Rut diventa una donna matura, profondamente orientata alla fecondità del futuro.

Preghiera finale: Padre nostro

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