Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Sotto le sue ali?

Canto iniziale: Salmo 84

Rt 2,11-18

Booz le rispose: «Mi è stato riferito quanto hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e la tua patria per venire presso gente che prima non conoscevi. Il Signore ti ripaghi questa tua buona azione e sia davvero piena per te la ricompensa da parte del Signore, Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti». Ella soggiunse: «Possa rimanere nelle tue grazie, mio signore! Poiché tu mi hai consolato e hai parlato al cuore della tua serva, benché io non sia neppure come una delle tue schiave». Poi, al momento del pasto, Booz le disse: «Avvicìnati, mangia un po’ di pane e intingi il boccone nell’aceto». Ella si mise a sedere accanto ai mietitori. Booz le offrì del grano abbrustolito; lei ne mangiò a sazietà e ne avanzò. Poi si alzò per tornare a spigolare e Booz diede quest’ordine ai suoi servi: «Lasciatela spigolare anche fra i covoni e non fatele del male. Anzi fate cadere apposta per lei spighe dai mannelli; lasciatele lì, perché le raccolga, e non sgridatela». Così Rut spigolò in quel campo fino alla sera. Batté quello che aveva raccolto e ne venne fuori quasi un’efa di orzo. Se lo caricò addosso e rientrò in città. Sua suocera vide ciò che aveva spigolato. Rut tirò fuori quanto le era rimasto del pasto e glielo diede.

Commento

Booz, che è il protagonista di questo brano, svela a Rut il senso profondo del suo comportamento, che è quello di chi vive nell’ambito di Dio: il modo di agire di Rut manifesta la presenza di Dio nella storia e l’incarnazione del suo amore.

D’altro canto Rut, che ancora non conosce Dio, ha seguito solo l’inclinazione del proprio cuore e in questo modo ora si trova sotto le ali di Dio, che è il modo con cui nella Bibbia si definiscono i proseliti che seguono la legge di Dio.

Nell’esperienza di Rut vediamo come c’è sempre una convergenza tra la fiducia negli uomini e la fede in Dio: non c’è differenza tra l’amore per Dio e l’amore per gli altri.

La scelta di Rut è stata quella di lasciarsi tutto alle spalle per restare con Noemi, senza raggiungere nessun guadagno: se anche noi viviamo così, rendiamo visibile l’amore di Dio e rinnoviamo l’incarnazione del Figlio.

La scelta e il modo di vivere di Rut appartengono a ogni uomo creato da Dio, ma richiedono una lotta interiore costante per conquistare dentro di sé uno spazio di dono e per aumentare la fiducia negli altri. Se però la lotta non si fa dentro di sé, si combatte all’esterno con gli altri per accaparrarsi certezze che servono solo per sé.

Rut si lascia inondare dalla grazia, è disponibile a farsi amare e a ricevere ciò che le viene donato. Tutto ciò le è possibile perché è libera e il suo amore non dipende da uno sforzo volontaristico né è frutto di egoismo o di desiderio di indipendenza, che invece talvolta stanno alla base del nostro modo di agire e del nostro modo di rifiutare i doni degli altri.

A volte la nostra disposizione a dare cela un bisogno di possesso e di dominio. L’invito che però ci viene dall’esperienza di Rut è quello di essere soggetti di cura e oggetto di attenzione allo stesso tempo.

Rut accoglie la proposta di Booz di mangiare con lui, si sazia, ma non dimentica Noemi. Torna a casa dopo molto lavoro e carica di vita futura. L’efa di orzo che porta con sé è il risultato del duro lavoro condotto con rigore e della bontà di Booz. In questo modo tutti sono sazi e sfamati, si è attivato uno scambio gratuito e nell’essere insieme non c’è più carestia.

Rut ci mostra che, quando ci fermiamo a ciò che è richiesto, non ci sono obiezioni, ma si sente la mancanza di una vita in compagnia. Non ci si può fermare al proprio dovere, se si desidera una vita felice con gli altri.

Infine Booz rende evidenti alcuni tratti dell’amore paterno: garantisce il pasto e crea intorno a Rut un nuovo orizzonte di vita: questo le permette di crescere nell’autostima e di guadagnarsi da vivere con il lavoro delle sue mani; non le risparmia la fatica del lavoro, ma valorizza tutto il suo impegno. La cura di Booz è attenta e premurosa, ma non scade nel protezionismo: sostiene Rut a distanza, lascia agire gli estranei e soprattutto salvaguarda la sua solitudine, indispensabile a Rut per andare oltre ciò che già è.

Canto finale: Salmo 84

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