Tema: Vieni e vedi
Canto iniziale: Un amore nuovo
Gv 1,43-46
Il giorno dopo Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Commento
Gesù decide di partire intenzionalmente verso la Galilea, una regione che si trova ai confini di Israele e che per questo motivo è caratterizzata da una grande accoglienza.
La chiamata di Filippo è tutta in un semplice e diretto imperativo, cui Filippo non solo risponde immediatamente, ma cui fa seguire subito un comportamento simile a quello del Signore.
“Seguimi” si può rendere anche come “metti i tuoi passi nei miei passi”, come Filippo farà da subito.
Infatti, con le parole che Filippo rivolge a Natanaele, l’evangelista intende far vedere come la testimonianza di Giovanni rispetto a Gesù non sia sola, ma trovi conferma in quella di Filippo, che si fonda sulle Scritture.
L’entusiasmo e lo slancio con cui Filippo comunica a Natanaele la realizzazione della ricerca condivisa di colui che era stato annunciato da Mosè, si scontra con la risposta sarcastica di Natanaele.
La domanda di Natanaele lascia al lettore, nelle intenzioni dell’evangelista, il compito di considerare Nazareth in senso positivo o negativo.
Sta di fatto che Filippo, carico della propria ricerca, si reca da Natanaele e non si lascia bloccare dalla sua reazione, fatta di moralismo e pregiudizi, ma va oltre: concentra l’attenzione su ciò che per Natanaele era importante, ma che dall’amico non è stato espresso. In questo modo nei confronti di Natanaele Filippo diventa la voce del maestro.
Questo incontro narrato dall’evangelista ci permette di vedere come Gesù non tocchi la vita dei suoi attraverso esperienze straordinarie ma attraverso le relazioni, dove, se c’è spazio per il dialogo, si può aprire la strada al Signore.
Grazie all’atteggiamento di grande apertura di Filippo, che accoglie l’amico per com’è e che in questo modo ci dà l’esempio di una “relazione sacramento”, quello che poteva diventare un conflitto tra amici diventa invece un’occasione per i due amici di incontrare Dio.