Tema: Fino alla mietitura
Mt 6,13b
Ma liberaci dal male
Mc 13,24-30
Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”».
Commento
L’ultima invocazione del “Padre nostro” sembra una conseguenza della precedente e lascia intuire la consapevolezza che ogni cristiano si confronterà sempre con il male.
In questo senso è importante osservare che il Padre non ha intenzione di liberare l’uomo dal male. In effetti male e bene crescono insieme, come si vede nella parabola della zizzania, e solo alla fine saranno separati.
La nostra richiesta dunque non può essere quella di sradicare il male, perché in questo modo il Padre sradicherebbe anche la nostra possibilità di esistere come persone libere davanti a Dio: sarebbe terribile, infatti, se fossimo costretti a fare il bene e d’altro canto la nostra vita non sarebbe umana, se fossimo costretti a fare il male.
Il Signore ha scelto la strada dell’attesa, dei tempi lunghi, di chi accetta che il male ci sia nella storia dell’uomo e nel mondo.
Ora, il fatto che il Padre sopporti il male nella storia è una grandissima consolazione per tutti, perché è motivo di speranza e di salvezza per ognuno.
Il Padre non ama il male, ama noi ed è per questo motivo che perdona il male. La sua arma contro il male è la stessa che ci ha mostrato Gesù e consiste nel rispondere intensificando tutto il bene che si può fare.
“Liberaci dal male” è dunque una richiesta importante e implica la decisone dell’uomo di collaborare con Dio: è l’impegno a combattere, a rinunciare al male e alle sue seduzioni.
Possiamo dunque chiedere al Padre la libertà di non sbagliare direzione nella vita di ogni giorno e di comprendere quanto basta per non gettarci nelle braccia del male, consapevoli che, per essere liberati dal male, non possiamo contare solo sulle nostre forze e abbiamo bisogno dell’aiuto del Padre, che ha la vita in abbondanza e può darcela pienamente.