Tema: Venga il tuo regno
Canto iniziale: Oreb
Gv 3,3-5
Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Commento
Il dialogo con Nicodemo è l’unico passo del Vangelo di Giovanni in cui Gesù parla del regno di Dio. La scelta di Gesù di usare questa espressione è deliberata, proprio perché sta parlando con un ebreo che conosceva bene la Legge ed era votato all’attesa del regno di Dio. Probabilmente anche Nicodemo aveva pregato con le parole del Qaddish: Sia magnificato e santificato il suo Nome grande nel mondo che egli ha creato secondo la sua volontà.
Per gli ebrei il termine “regno” non esprime un concetto statico, ma dinamico, che potremmo meglio rendere in italiano con le parole “regalità” o “signoria” di Dio nel mondo e nella storia.
Gesù non ha parlato in maniera organica del regno, ma ha lo descritto nelle parabole attraverso delle immagini: lievito semente gettata su vari terreni, tesoro nascosto, perla preziosa da acquistare, tesoro da nascondere, granello di senape, campo con la zizzania, rete che accoglie…
Il regno di Dio è presentato dunque come qualcosa che non è evidente, che è molto piccolo, che si trova nella vita quotidiana, che richiede una ricerca meticolosa.
Con altre parole potremmo dire che il regno di Dio è l’attesa che ci sia più vita per tutti e in particolare per i poveri.
Il regno di Dio è visibile in Gesù, che è l’unico uomo in cui Dio ha regnato in pienezza e che ha praticato la signoria di Dio nella storia. Dunque quando preghiamo “venga il tuo regno”, chiediamo che la signoria di Dio si estenda nella storia e che ogni uomo riceva la vita in abbondanza.
A Nicodemo però Gesù dice che per vedere il regno di Dio bisogna rinascere dall’alto, cioè abbandonare le proprie posizioni e cambiare, e che per entrare nel regno di Dio bisogna aprirsi al dono dello Spirito.
Se accettiamo di rinascere, allora possiamo contribuire a far estendere la signoria di Dio nel tempo e nello spazio.