Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Vi darò un cuore nuovo

Canto iniziale: Conducimi

Ez 36,24-28

Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio.

Commento

Il Signore, tramite il profeta, fa giungere al popolo, che è in esilio, un messaggio di salvezza. Innanzitutto il Signore purifica il popolo dai peccati e questa azione, insieme al dono di un cuore nuovo e di uno spirito nuovo, è associata alla trasformazione della libertà dell’uomo: lo spirito rappresenta il principio interiore dell’attività, il cuore un modo nuovo di disporre della libertà.

Dio sceglie di abitare nel cuore dell’uomo, che in questo modo può ricercare appassionatamente la volontà di Dio: così si ristabilisce l’alleanza e il frutto della nuova relazione tra Dio e il popolo è la terra da abitare.

Per l’uomo di oggi ristabilire l’alleanza significa che Dio pone le basi per cui i desideri più profondi si realizzano per suo dono. L’esilio in cui si trova il popolo è il castigo più grande il Signore abbia mai inflitto al popolo: esso è la conseguenza dei ripetuti tradimenti da parte del popolo nei confronti dell’alleanza.

Anche noi abbiamo fatto delle promesse di fronte alla Comunità e di fronte a Dio: sono state tutte fatte in risposta a un dono ricevuto. Tuttavia ci capita di pensare alla nostra libertà in modo del tutto individualistico, di cercare degli aggiustamenti e di sapere sempre come fare. La libertà viene così a coincidere con quello che decidiamo, che presumiamo vada bene per tutti. D’altro canto, ci può capitare di nasconderci dietro le regole oppure di giustificarci. Tutti questi modi di fare e di pensare generano l’esilio. Per porre fine a un esilio, non basta tornare in patria, perché si potrebbe tornare anche peggiorati. È necessario compiere invece un nuovo esodo, cioè dare prova di un cambiamento.

Dio infatti non si ferma alla purificazione, ma vuole che il popolo abiti nella terra della promessa, per la quale si richiede una nuova chiamata, un grande sogno da condividere con Dio.

La conversione prospettata dal profeta non è intima e segreta, ma è una conversione operata dal Signore ed è pertanto visibile anche dall’esterno.

Il cuore del popolo, come quello di ogni uomo, cambia nel momento in cui è tanto debole da non opporre più resistenza. Infine il Signore sceglie di abitare in noi, anche se la nostra libertà è ancora da venire, e in questo modo ci considera persone affidabili a tal punto da affidarci i suoi sogni.

Canto finale: Salmo 126

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