Tema: …nella città pagana
Canto iniziale: Apice ed essenza
[…] Nel frattempo i poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria che tendono ad ignorare ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente. Così si manifesta che il degrado ambientale e il degrado umano ed etico sono intimamente connessi. Molti diranno che non sono consapevoli di compiere azioni immorali, perché la distrazione costante ci toglie il coraggio di accorgerci della realtà di un mondo limitato e finito. Per questo oggi «qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta» (Papa Francesco, Laudato sii n. 56).
Mc 5,1-20
Giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.
Commento
Da un punto di vista letterario, il brano è complicato ed è molto probabile che nella redazione attuale siano confluite tradizioni differenti.
La Decapoli, la regione in cui avviene l’episodio, era a prevalenza pagana e il male di cui si parla caratterizzava tutto il territorio. L’evangelista presenta una descrizione fortemente drammatica dell’uomo posseduto dallo spirito impuro. Gesù si ferma con quest’uomo, parla con lui, ma non fa alcun esorcismo. Potremmo dire che quell’uomo non era propriamente un indemoniato, ma un uomo che viveva un forte contrasto tra i desideri che si portava dentro e il mondo circostante, che si opponeva alla loro realizzazione. È stato probabilmente il redattore, un cristiano di origine pagana, che ha voluto sottolineare la gravità della malattia dell’uomo attribuendola al demonio. In questo senso anche i porci, che sono animali impuri per gli Ebrei, rappresentano il simbolo del male che cerca sempre se stesso e coloro che sono disposti ad autodistruggersi.
L’uomo è escluso e inquieto, è vittima dei problemi causati dagli altri e da se stesso, appartiene in parte alla vita e in parte alla morte. Il suo comportamento nei confronti di Gesù è quello di un uomo di fede, ma le parole che pronuncia sono in contrasto con le sue condotte. Anche noi, come quell’uomo, ci ritroviamo talvolta tormentati da qualche problema e ci rivolgiamo a Gesù, ma poi non vogliamo che ci parli e non siamo disposti ad ascoltarlo.
Dal canto suo Gesù non ha paura, accoglie l’uomo, dialoga con lui e con la sua vicinanza lo calma. Alla domanda di Gesù, che vuole chiamare per nome il male di quest’uomo, segue una risposta plurale, con una terminologia bellica, che lascia immaginare quale fosse la situazione all’interno di quell’uomo. L’esito dell’incontro è ben diverso da quello che si aspettavano i demoni che non volevano lasciare l’uomo: la morte e un danno enorme da un punto di vista economico.
Le reazioni della gente della città davanti ai due fatti (la guarigione dell’uomo e la strage dei porci) è di paura: i mandriani temono di essere accusati di negligenza dai padroni, i cittadini non provano né meraviglia né stupore, ma solo lo sgomento di trovarsi di fronte a uno di loro che ora è cambiato.
L’uomo guarito mette in difficoltà, perché fa saltare i parametri con cui la gente giudicava prima: l’uomo non può essere più condannato e costringe gli altri a rivedersi e a modificare la coscienza di se stessi. Per quella gente salvare una persona al prezzo di duemila maiali non era concepibile: è gente accecata dalla ingratitudine e dall’avarizia, dall’interesse e dal profitto. Gesù non si impone con l’uomo tormentato né con la gente e per due volte è inviato decisamente ad andare via, come in effetti avviene alla fine del brano.
Infine Gesù nega all’uomo ormai guarito la possibilità di seguirlo e gli chiede di tornare a casa, per raccontare la misericordia di Dio. Non basta essere vestiti, cioè aver superato il proprio male, ma è necessaria un’azione volontaria che sia frutto di discernimento e sia condivisione con gli altri. Possiamo dire che solo facendo comunità si vincono le situazioni di male. L’uomo guarito non segue però precisamente le indicazioni di Gesù: va in giro per le città, che peraltro non amava, e non torna a casa; non parla della misericordia di Dio, ma dell’incontro con Gesù. Nella sua azione manca l’annuncio dell’amore misericordioso di Dio, non si schiera contro l’avarizia della gente e non annuncia la gratuità che lo ha raggiunto. In una città così, in cui la vita non è accolta, Gesù decide di andare.