Tema: Beati i poveri in spirito
Canto iniziale: Beatitudini (I strofa)
Mt 5,1-3
Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli».
Commento
Oggi può sembrare fuori luogo accostare povertà e felicità, così come fa Gesù. Il nostro è un tempo di crisi, non solo di carattere economico, ma soprattutto identitario. L’uomo non sa chi sia, che cosa voglia e quale possa essere la strada per uscire dalla crisi. Oggi, dunque, più che in altri tempi, c’è bisogno di indicazioni.
Nell’Antico Testamento i poveri in spirito erano le persone veramente umili, che si sono affidate completamente a Dio. Oggi possiamo dire che sono umili tutti coloro che affrontano le giornate così come si presentano e hanno preso coscienza dei propri limiti, coloro che riconoscono le proprie povertà e hanno capito che ciò che vogliono realizzare dipende solo in parte dalla propria volontà.
I poveri in spirito sanno che la propria volontà non è il centro del mondo e che il mondo stesso non dipende dalle proprie mani. La loro, allora, è una povertà sana che fa risplendere i doni ricevuti, che si mischiano a quelli degli altri e in questo modo fanno fiorire la vita e il regno di Dio.
Chi è povero in spirto fa esperienza già ora del regno di Dio e produce come primo frutto l’accoglienza di quanti gli si avvicinano. Gesù ha scelto di essere povero in spirito e ha lasciato le ricchezze dell’essere Dio, fino a nascere come bambino in una mangiatoia: è questo il mistero che contempliamo nel Natale e che trova poi compimento nella spoliazione totale della croce.
Papa Francesco offre tre indicazioni per essere poveri in spirito come Gesù:
- Cercare continuamente di essere liberi, con un stile di vita sobrio di cose e pensieri, dall’affannata ricerca di ciò che piace, per puntare con coraggio a ciò che è essenziale
- Vivere una conversione verso i poveri, cioè accorgersi della loro presenza, essere sensibili alle loro necessità materiali e spirituali e curare il fatto di stare con loro
- Capire che il regno di Dio è nel cuore dell’uomo, dove si stabilisce e cresce la sua signoria, che è dono e promessa per tutti gli uomini che accolgono l’invito a diventare più liberi.