Tema: Si è fatto povero per voi
Canto iniziale: Salmo 19
2 Cor 8,7-9
E come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest’opera generosa. Non dico questo per darvi un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri. Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Commento
Il brano si inserisce nella colletta che Paolo sta portando avanti a favore della Chiesa di Gerusalemme. La sua è una richiesta e non un ordine, è un invito ai Corinzi a non farsi superare dalle altre Chiese nell’amore verso i fratelli di Gerusalemme.
Poalo fa appello alla fede e all’amore che guidano la generosità. L’amore disinteressato per cui il Signore dalla ricchezza di Dio è passato alla povertà dell’uomo è lo stesso amore che Paolo propone alla comunità. Grazie alla fede la comunità ha fatto esperienza proprio di questo amore. Il Signore è dunque colui che ha fatto il dono dell’amore e allo stesso tempo il modello di questo tipo di amore. Nel 2017 papa Francesco ha istituito la giornata dei poveri, non per i poveri o con i poveri, ma dei poveri, cioè una giornata di assistenza e vicinanza, in cui i poveri sono protagonisti.
Per il Papa sono povere le persone segnate dal dolore, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture, dalla guerra e dalla prigionia; le persone private della libertà e della dignità; le persone ignoranti, analfabete e in emergenza sanitaria. Sono poveri tutti quelli che non hanno un lavoro, che sono vittime della schiavitù e delle tratte, che sono costretti all’esilio o all’emigrazione; tutti quelli che sono sottoposti alla logica del potere e del denaro.
In un mondo che si struttura sulla logica dello scarto i cristiani sono chiamati a reagire coltivando la cultura dell’incontro. Oggi spesso chi si occupa delle povertà è incompetente e non possiede conoscenze specifiche. Questo modo di fare tocca anche noi, che talvolta, pur animati da buone intenzioni, rischiamo di essere inefficaci e di rimanere su un piano astratto. Per capire e agire correttamente nelle situazioni di povertà occorre superare l’idea che basti il buon senso e imitare coloro che hanno conoscenze specifiche. Muhammad Yunus e Amartya Sen sono persone a contatto con la povertà vera che possono essere dei modelli di riferimento.
Sulla base della loro esperienza possiamo dire che i poveri muoiono di fame nel momento in cui non hanno stima, senso, relazioni e affetti. La prima cosa da fare con i poveri non può essere solo dare il pane, ma provvedere ai bisogni primari tenendo contemporaneamente presenti anche gli altri appena elencati.
Siamo dunque chiamati a essere attenti ai poveri offrendo nelle relazioni personali quell’amore che il Signore ci ha donato. Questa prospettiva porta a leggere la realtà con occhi diversi e riconoscere che la povertà è l’impossibilità di svolgere la vita che si vorrebbe vivere e che questa povertà tocca la vita di ciascuno di noi.
La mancanza delle capability che permettono di essere e fare quella vita che vorremmo in termini di relazioni, istruzione, famiglia, salute, lavoro e reti sociali, è il nucleo della povertà, che richiede iniziative politiche, ma soprattutto reti relazionali.