Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Essere aiutanti

Canto iniziale: Mi hai afferrato

At 12,12

(Pietro) si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni, detto Marco, dove molti erano riuniti e pregavano.

1 Pt 5,13

Vi saluta la comunità che vive in Babilonia e anche Marco, figlio mio.

At 13,4-5.13

(Paolo e Barnaba), inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono per Cipro. Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con sé anche Giovanni come aiutante. Salpati da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia. Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme.

At 15,36-40

Dopo alcuni giorni Paolo disse a Bàrnaba: «Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno». Bàrnaba voleva prendere con loro anche Giovanni, detto Marco, ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro, in Panfìlia, e non aveva voluto partecipare alla loro opera. Il dissenso fu tale che si separarono l’uno dall’altro. Bàrnaba, prendendo con sé Marco, s’imbarcò per Cipro. Paolo invece scelse Sila e partì, affidato dai fratelli alla grazia del Signore.

Col 4,10

Vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco, il cugino di Bàrnaba, riguardo al quale avete ricevuto istruzioni – se verrà da voi, fategli buona accoglienza –.

2 Tm 4,11

Solo Luca è con me. Prendi con te Marco e portalo, perché mi sarà utile per il ministero.

Commento

In tutti i brani scelti c’è Giovanni, detto Marco, un giovane parente di Barnaba. Non sappiamo nulla del padre di Marco, invece da Atti apprendiamo che la madre era cristiana e che quindi il ragazzo era cresciuto in un ambiente cristiano, in cui si svolgevano le riunioni della comunità, si respirava un clima di fraternità e c’era spazio per gli ospiti.

Marco doveva essere cresciuto in una situazione di abbondanza e per questo non aveva conosciuto la povertà e i sacrifici.

Forse è stato convertito abbastanza presto per opera di Pietro; poteva inoltre contare su vari elementi della sua formazione che lo predisponevano per la comunità e a seguire Dio.

Tuttavia dinanzi alle prime difficoltà incontrate durante il viaggio con Paolo e Barnaba si ritira: forse non aveva calcolato bene le difficoltà a cui andava incontro, forse non era soddisfatto di essere semplicemente un aiutante, forse non era disposto a imparare, fatto sta che si separa da Paolo e Barnaba e torna a Gerusalemme.

Questa sua scelta diventa in seguito anche motivo di dissenso tra Paolo e Barnaba, i quali, dopo il concilio di Gerusalemme, avevano deciso di tornare nelle comunità fondate per consolidare l’annuncio. Il problema sta nel fatto che Barnaba vuole portare con sé Marco, mentre Paolo è decisamente contrario.

In realtà Paolo e Barnaba, che hanno idee e valutazioni diverse rispetto al comportamento di Marco, non prendono in seria considerazione il loro dissenso, non mettono cioè al centro il motivo vero del loro viaggio, vanno dietro ai propri interessi personali e al proprio temperamento e si separano, forse anche a causa di divergenze sulla metodologia dell’annuncio.

Il gruppo si rompe qui, senza che Marco abbia mosso un dito in tutta la vicenda. Da questo momento in poi Barnaba e Marco non compaiono più nella narrazione di Atti.

Ritroviamo invece Marco in relazione con Paolo solo dopo molti anni, a dimostrazione che, quando si mette al centro se stessi, le vie per la ricostruzione dell’unità sono molto lunghe.

Canto finale: Conducimi

 

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